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Stato-Regione: «Dai patti finanziari risorse per 2 miliardi»

Fedriga: «Fatto un passo avanti enorme attraverso il negoziato con il Governo»

Stato-Regione: «Dai patti finanziari risorse per 2 miliardi»

Sui patti finanziari tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Stato "è stato fatto un passo avanti enorme. Oggi mi appresto a siglare un nuovo patto finanziario con lo Stato, che permette di avere a disposizione" per la Regione "risorse ulteriori per 2 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Nel 2022 avremmo dovuto versare 836 milioni di euro" come compartecipazione: abbiamo "iniziato una negoziazione importante" che ha portato a una riduzione" della cifra. Nel 2022 il Fvg "verserà 432 milioni". Lo ha annunciato il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, durante una conferenza stampa. "Dal 2023 al 2025 la Regione verserà 436 milioni di euro. Negli anni precedenti, dal 2011 in poi, sono stati registrati picchi di compartecipazioni anche superiori ai 900 milioni. Rispetto alla cifra versata nel 2021 abbiamo avuto uno sconto di 284 milioni, più 60 milioni già disponibili che ci consentiranno di effettuare un nuovo mini assestamento a novembre. È un risultato fuori da ogni aspettativa. Ringrazio il Governo nazionale per la sensibilità dimostrata nei confronti delle esigenze dei cittadini del Fvg. Non è solo un passo avanti, ma una corsa avanti".

Sui patti finanziari Fedriga ha tenuto un'informativa in Consiglio regionale, seguita da un ordine del giorno, approvato a pieni voti, che lo autorizza a stipulare l'accordo. "Gli anni pregressi sono stati particolarmente distorsivi a discapito del Fvg - ha spiegato il presidente - ma il Governo ora lo ha riconosciuto e ne sono soddisfatto". Fedriga ha fatto notare che il Fvg avrebbe dovuto versare ogni anno allo Stato il 13,3% del proprio bilancio, mentre tutte le altre Regioni autonome restavano sotto la quota del 10%. Ora per il Fvg questo dato cala a 6,74%. Nel 2011 - ricorda la Regione - il versamento era stato di 370 milioni, nel 2012 di 686, nel 2013 di 778, nel 2014 di 966, nel 2015 di 945, nel 2016 di 861, nel 2017 di 855 e nel 2018 di 858. "Già nel 2019 - ha proseguito Fedriga - con il patto siglato tra questa Amministrazione e l'ex ministro Tria si era fatto un passo importante, contenendo il saldo a 686 mln e mantenendolo per il 2020 a 726 mln e a 716 mln nel 2021, ma oggi abbiamo fatto una vera e propria corsa, perché la posizione di partenza del Ministero dell'Economia prevedeva che dovessimo versare allo Stato 836 milioni l'anno per 10 anni".Nel 2022 dai 836 mln previsti inizialmente si passerà a un versamento di 432,7 mln; dal 2023 al 2025 si passerà da 836 mln a 436,7 per ciascuna annualità; nel 2026 da 836 mln a 432,7. La cifra leggermente superiore nei tre anni intermedi dell'accordo, ha detto Fedriga, è legata all'ulteriore patto di finanza pubblica con il Governo che prevede un contributo complessivo di 200 mln da parte di tutte le Regioni.

Infine, per il 2021 l'intesa attribuisce alla Regione 66,6 mln, pari a un terzo delle risorse previste a compensazione del contributo alla finanza pubblica. "Il Governo viste le palesi disparità ha riconosciuto a Fvg, Sardegna e Sicilia questa quota che richiederà quindi un nuovo assestamento a novembre", ha spiegato Fedriga.

"Un processo di maggiore autonomia credo sia fondamentale anche per le Regioni ordinarie - ha concluso -: non ritengo infatti che debbano essere solo alcune Regioni del nord a chiedere maggiori competenze, ma anzi penso che molte, se non tutte, le Regioni del sud abbiano il diritto e le capacità per gestire meglio sul territorio alcune funzioni rispetto allo Stato".

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