Montagna

A Coccau, il commosso addio ad Eliana. Don Paravano: «Sapeva scegliere la luce»

«”Chi ci separerà dall’amore di Cristo? … Né morte né vita… potrà separarci dall’amore di Dio”». Ha richiamato le parole di San Paolo, il parroco di Tarvisio, don Emanuele Paravano nell’omelia del funerale di Eliana Rampogna, celebrato oggi pomeriggio, giovedì 19 febbraio, nella chiesa di Coccau.

«Queste parole sembrano scritte per la vita di Eliana – ha detto il sacerdote –. Lei ha attraversato difficoltà importanti, senza lamentarsi, in silenzio con forza e determinazione. Ha scelto la pace nelle relazioni, ha cercato il bene anche quando la vita l’ha ferita. E San Paolo dice: l’amore vissuto così “non va perduto”. Perché l’amore è l’unica cosa che la morte non può togliere».

Nata a Villacco, ma cresciuta e vissuta a Coccau, Eliana aveva da poco compiuto 60 anni. Pittrice per passione e amante delle camminate e della natura, lavorava alla reception dell’Hotel Nevada di Tarvisio. È morta per un tumore gravissimo, che in poche settimane non le ha lasciato scampo.

Nel funerale don Paravano si è fatto portavoce del dolore ma anche della gratitudine della comunità «perché la sua vita – ha ricordato il parroco – è stata come quella Parola del Vangelo che abbiamo ascoltato: “Voi siete la luce del mondo… Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini”». «Lei era “luce”. Una donna solare, con un sorriso tale da scaldare anche gli ambienti più freddi, con la sua energia positiva riusciva a vedere il bene anche nelle fatiche più grandi», «era una donna piena di personalità, ma anche concreta e razionale, sapeva fare dei piccoli gesti che sono diventati momenti di bellezza e di eternità».

«Con la sua ironia sapeva sdrammatizzare ogni situazione – ha sottolineato don Paravano –, ed era diventata così, un collante per tutta la famiglia. Con Chiara e Alice, Eliana ha costruito un rapporto limpido, senza condizionamenti, dove ci si diceva tutto. Ed è bello e pacificante che non ci siano “non detti”, incomprensioni lasciate in sospeso per anni, ma tutto sia stato trasparente fino all’ultimo minuto passato assieme nel letto d’ospedale. Eliana, in modo particolare in questo suo ultimo tempo di malattia, ha già ampiamente raccolto il senso della vita che ha trasmesso loro: Chiara e Alice sono state con lei, giorno e notte con tutta la loro presenza e il loro affetto. Sono momenti forti che non nascono dal nulla, ma da una vita spesa per le figlie, cercando di lasciare loro i valori che sentiva importanti, come le tradizioni austriache, i biscotti di Natale fatti insieme, perché Eliana sapeva che l’amore passa attraverso le cose più semplici».

Ecco cosa significa essere “sale della terra”, ha evidenziato don Paravano: «dare sapore alla vita degli altri senza primeggiare, anzi, aggiungendo quel tocco che rende la vita sapida, piena di gusto. Non con grandi parole, ma con la presenza, con la fedeltà, con la cura. È per questo motivo che la luce di Eliana non si spegnerà mai».

«Chiara e Alice, la vostra mamma vi ha lasciato un testimone che vi permette di scegliere la luce al buio, di ridere insieme e volervi bene, di amare senza disperare mai, perché – lo abbiamo ascoltato – “nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio” che si manifesta attraverso le persone che Dio ci ha donato. Eliana è una di queste».

«”Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”. Di fronte alla malattia fulminante di Eliana, al non senso di tutte le sciagure che possono accadere alla fragilità umana, ciascuno di noi è chiamato a dare una risposta personale, intima e vera a questa domanda – ha esortato infine don Paravano –. Perché, solo in un amore totale come quello di Gesù Cristo, possiamo cogliere il senso profondo della nostra vita, qualsiasi cosa accada. Prego perché ognuno di noi possa fare proprie le parole di Karl Rahner: «Un giorno tu, Signore, mi parlerai nell’ora della mia morte. E quelle parole segneranno un inizio eterno oppure una fine senza fine. Signore, che alla mia morte io oda le parole della tua misericordia e del tuo amore!». Oggi, tutto questo, può essere la verità per Eliana, certo, è la cosa più bella che possiamo chiedere al Signore per lei».

 

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