«Ho sentito un abbraccio e una bellissima voce di donna che mi ha detto per tre volte di non avere paura». Così Antonia Raco descrive quello che ha vissuto alle piscine di Lourdes nel 2010. Era in sedia a rotelle, malata di sclerosi laterale primaria. Quando rientrò a casa, in Basilicata, sentì nuovamente quella voce: «Diglielo, diglielo», ripeteva. Chiamò allora il marito e davanti a lui si alzò in piedi, mostrandosi anche capace di camminare. Nei mesi successivi una serie di controlli evidenziò la completa scomparsa dei sintomi della sua malattia.
Dal 1862, sono 72 le guarigioni «inspiegate» dichiarate miracolo a Lourdes. L’ultima è proprio quella di Antonia, che oggi è volontaria Unitalsi «per cercare di restituire almeno un po’ di quanto ho ricevuto io». A presiedere la commissione che si occupa di indagare sui presunti miracoli al Santuario mariano c’è il dottor Alessandro de Franciscis, che presiede il Bureau des constatations médicales dal 2009. Fra’ de Franciscis sarà a Udine sabato 28 febbraio, ospite del Centro culturale Paolino d’Aquileia (via Treppo 5/B), all’incontro ad ingresso libero intitolato “Dialogo tra scienza e fede”, promosso da Unitalsi, Ordine di Malta e Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’appuntamento, dalle ore 10, sarà moderato dal direttore dei media diocesani e rettore del Seminario, don Daniele Antonello.
Sulla Vita Cattolica del 25 febbraio 2026 il dott. De Franciscis in un’ampia intervista a cura di Valentina Zanella racconta i suoi 17 a Lourdes, come medico della grotta, durante i quali ha avuto la «grazia di accompagnare cinque Vescovi a riconoscere una guarigione miracolosa». De Franciscis spiega che sono 7 i criteri che si utilizzano per analizzare ciascuna guarigione definita inspiegabile, «gli stessi 7 criteri che utilizza la consulta medica del Dicastero romano per le cause dei Santi».
«Il primo: c’è bisogno di una diagnosi di certezza. Voi non avete idea di quante persone sono venute e vengono dicendo: “Non potevo camminare e ora cammino”. E poi alla domanda: “Di che si tratta?” rispondono: “Non lo so, però non potevo camminare”. Una diagnosi di certezza è il primo criterio. Il secondo è la prognosi grave. Parliamo di malattie potenzialmente mortali o comunque molto molto gravi. Terzo criterio: la guarigione deve essere arrivata in maniera del tutto inattesa. Il quarto criterio è che esse siano guarigioni clinicamente istantanee. Il quinto: che siano complete. Il sesto criterio è che si tratti di una guarigione durevole nel tempo. Il settimo e ultimo criterio è che deve trattarsi di una guarigione che resta inspiegata allo stato delle attuali conoscenze mediche».
È a questo punto che il medico permanente convoca il Bureau delle Constatazioni, spiega de Franciscis. «Se il Bureau arriva a constatare la guarigione come inspiegata, la “palla” passa ad un comitato di super esperti, il Comitato medico internazionale di Lourdes (Cmil) che conta un numero variabile – da 30 a 35 – di professori universitari ed esperti nelle diverse branche della medicina». Al termine di questa lunga indagine – 16 anni nel caso di Antonia Raco – è il Vescovo di Lourdes che, scrivendo al Vescovo della diocesi della persona guarita, gli chiede se desidera arrivare a riconoscere in forma canonica la guarigione come un miracolo».
Chi è fra’ Alessandro de Franciscis
Classe 1955, napoletano, dal 2009 il dott. Alessandro de Franciscis è il 15° medico permanente di Lourdes, presidente del Bureau des Constatations Médicales e segretario del Cmil, Comitato medico internazionale di Lourdes. È il primo medico non francese alla guida del Bureau e in aprile passerà il testimone alla pordenonese Giada Monami, 49 anni, che fino a pochi mesi fa alla lavorava all’Ospedale civile di Venezia. Pediatra clinico con forte interesse nell’Epidemiologia e nella Salute pubblica, master a Boston, già parlamentare e presidente della Provincia di Caserta, fra’ Alessandro de Franciscis ha svolto attività clinica, di ricerca e didattica nel campo della Pediatria e della Bioetica, in particolare all’Ospedale generale di Caserta e all’Università di Napoli. Si è impegnato al servizio dei poveri nei gruppi Giovanili di volontariato vincenziano, di cui è stato responsabile nazionale e in missioni umanitarie per la Società italiana di Pediatria.
Dal 2017 è Cavaliere di Giustizia, religioso professo di voti solenni nel Sovrano Militare Ordine di Malta.














