Cento anni insieme

Abbonato storico dalla Svizzera: «Leggo Vita Cattolica ogni settimana da 50 anni»

Ha lasciato il Friuli quando aveva appena 7 anni. I suoi genitori, infatti, da Udine decisero di trasferirsi in Svizzera per motivi di lavoro. Ma da allora, seppur bambino, il legame con la terra d’origine non è mai venuto meno. Consolidandosi nel tempo. Tanto che ancora oggi, Gino Driussi, classe 1951, il suo Friuli non solo lo ha nel cuore, ma seppur a distanza ne “vive” quotidianamente i fatti, le iniziative, gli approfondimenti. Una vita professionale trascorsa a Radio Svizzera – come giornalista – e un’abitudine al piacere di conoscere quanto accade, non solo dove abita – all’inizio nel Cantone di Vaud, vicino a Losanna, oggi in Canton Ticino, a Lugano –, ma pure in Friuli. «E quel legame, da oltre 50 anni, è assicurato grazie a “la Vita Cattolica” – racconta –; ricordo che, quando ancora abitavo a Udine, il giornale lo vedevo sempre a casa della nonna, che era abbonata».

Poi, attorno agli anni ’70, dalla Svizzera l’abbonamento al settimanale diocesano lo ha sottoscritto lui. «Mi permetteva di restare in contatto con la mia terra e di leggerne la cronaca, i commenti e interessanti approfondimenti. Per moltissimi anni ho ricevuto l’edizione cartacea che, purtroppo, mi arrivava spesso con notevole ritardo o talvolta andava perduta».

La svolta con la formula dell’edizione online del giornale. «È stata una “rivoluzione” fantastica – la definisce –; così, ormai da diversi anni ho la possibilità di leggerlo il giorno stesso della pubblicazione, il che non è poco», aggiunge.

«Il mio plauso va al direttore, don Daniele Antonello, e a tutta la redazione per l’eccellente qualità del giornale, che leggo sempre tutto con molto piacere».

Tra le pagine che per prime vengono sfogliate, racconta Driussi, «ci sono quelle dedicate all’informazione religiosa, che era poi il settore di cui mi occupavo a Radio Svizzera».

Anche la pagina friulana ha un posto particolare nel cuore dell’affezionato abbonato. «È fatta molto bene ed è piuttosto interessante – dice –; con il friulano me la cavo abbastanza, anche se dove vivo non ho molte occasioni di parlare in marilenghe; nonostante ci siano due Fogolârs furlans, i friulani veri e propri sono pochi…», afferma sorridendo. E aggiunge: «Apprezzo molto anche il fatto che il giornale, modificando negli anni la parte grafica, si sia sempre rinnovato, mantenendosi al passo con i tempi».

Ricorda poi con grande piacere l’amiciza che per lungo tempo lo ha legato al compianto mons. Pietro Brollo. «È venuto più di una volta qui in Canton Ticino, quando era Arcivescovo a Udine, in occasione di alcuni incontri che si organizzavano in un Santuario Mariano della zona».

Di recente, in occasione del convegno che ha “aperto” le celebrazioni per il centenario de “la Vita Cattolica” – dal titolo “La stampa cattolica: storia di ieri, sfide di domani”, tenutosi sabato 24 gennaio al Centro Culturale Paolino d’Aquileia a Udine –, Driussi è tornato appositamente in Friuli. «L’ho trovato un appuntamento molto interessante e mi ha fatto un grande piacere essere presente ad un evento comunque storico per il giornale».

Monika Pascolo

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