ChiesaIn evidenza

Addio a don Antonino “pre Tunìn” Cappellari, anima della Fraternità sacerdotale di Udine

Nella mattinata di giovedì 1° aprile è tornato alla Casa del Padre il sacerdote Antonino Cappellari, noto a confratelli e fedeli come “pre Tunìn”. Si trovava ricoverato nell’ospedale di Udine, in seguito all’insorgere di una forma di leucemia particolarmente aggressiva, che in pochi giorni l’ha condotto al decesso.

«Di recente si sentiva un po’ debole, ma la settimana scorsa, all’ultima riunione del Consiglio di amministrazione era presente e attivo», afferma il presidente della Fraternità sacerdotale, don Giancarlo Brianti. La malattia si è manifestata improvvisamente. Una leucemia che non aveva nessuna possibilità di essere curata. «Purtroppo i segnali sono stati molto chiari fin dal ricovero dei giorni scorsi»

La morte di pre Tunìn «è un grosso vuoto che si crea» nella Chiesa udinese ma anche nella comunità della Fraternità, continua don Brianti, non solo per la sua «presenza importante e di profonda umanità», ma anche perché nella casa del clero «viene meno una persona che era attiva, presente, punto di riferimento per la vita interna. Mancheranno ora anche i tanti servizi che lui faceva con molta discrezione, umiltà, in silenzio».

Foto tratte da www.natisone.it

Pre Tunìn era «un sacerdote amante dell’essere sacerdote, una persona mite, sempre disponibile verso i confratelli ospiti della Fraternità, una persona capace di ascolto». In Fraternità «era un punto di riferimento importante e significativo per i confratelli e anche un collante con la direzione, la presidenza e con altre persone che all’interno della struttura svolgono il loro servizio. Animava la vita di comunità e organizzava degli incontri formativi, ma soprattutto curava la liturgia, la celebrazione eucaristica giornaliera e anche altri servizi pensati da lui perché la vita dei sacerdoti anziani potesse rimanere una vita sacerdotale ancora viva, pur non essendo attiva negli impegni pastorali e nella diocesi».

Di pre Tunin, don Brianti ricorda anche le passioni per il Friuli, per la liturgia aquileiese e il stretto legame con Glesie Furlane.

La vita

Antonino Cappellari nacque a Dogna l’11 maggio 1940; formatosi nel seminario di Udine, fu ordinato presbitero nel 1966 dall’allora arcivescovo mons. Giuseppe Zaffonato; proprio domani, Giovedì santo, “pre Tunìn” avrebbe dovuto presenziare in Cattedrale a Udine nella Messa crismale in cui – tra gli altri – si sarebbe ricordato il suo 60° anniversario di ordinazione.

Il primo incarico pastorale fu quello di cappellano a Venzone, dal 1966 al 1969. In seguito fu nominato parroco di Stolvizza, in Val Resia; prima del terremoto del 1976 si trasferì nel gemonese, mantenendo il titolo di parroco di Stolvizza. A fine 1980 il trasferimento, sempre come parroco, a San Giacomo di Ragogna, dove prestò servizio per 33 lunghi anni. In quel periodo (precisamente dal 1983) fu anche vicario parrocchiale nella vicina comunità di Muris. Nel 2013 si ritirò in quiescenza alla Fraternità sacerdotale di Udine, diventando un amatissimo animatore della comunità di preti anziani ivi ospitata. Dal 2015 al 2021 fu anche vice-direttore della Fraternità, prima di essere vice-presidente del Consiglio di Amministrazione dell’omonima cooperativa. Pre Tunìn – punto di riferimento per chiunque si recasse in visita ai preti anziani della “Fraternitas” – sedette anche nel Consiglio presbiterale diocesano nel mandato 2019-2024.

Le esequie

Le esequie di don Antonino Cappellari saranno presiedute dall’arcivescovo mons. Riccardo Lamba martedì 7 aprile alle 15 nella chiesa parrocchiale di Dogna, dove il feretro arriverà sin dalle 10 della stessa mattina. Successivamente si procederà con la tumulazione nel locale cimitero. A Dogna e a Stolvizza sarà pregato un Santo Rosario nei giorni precedenti alle esequie (giorni e orari saranno comunicati appena disponibili). Lunedì dell’Angelo, dalle 9.30 alle 13.00, il feretro di don Cappellari sarà esposto nella camera mortuaria dell’ospedale di Udine per l’omaggio dei fedeli.

Articoli correlati