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Al Vinitaly sfidando la crisi

Ritorna Vinitaly, dal 12 al 15 aprile. E il Friuli-Venezia Giulia sarà presente al padiglione 6 di Veronafiere, con 1.500 metri quadrati, 80 produttori in collettiva, 31 nuove adesioni al format condiviso e 15 appuntamenti tra degustazioni e incontri. 5.700 le bottiglie in degustazione. Si aggiunge un’enoteca che proporrà quasi 1.400 vini, espressione di 122 aziende del territorio, offrendo ai visitatori una panoramica molto ampia e rappresentativa della produzione regionale. Così sfiderà l’incipiente crisi di mercato.

La crisi

Sì, crisi: il mercato, infatti, non sta tirando. Prendiamo il Prosecco, tra le denominazioni più diffuse. È del 10% il calo delle vendite tra gennaio e febbraio rispetto allo stesso periodo del 2025. Si è contratto l’export verso gli Stati Uniti, a causa dei dazi. Speriamo che tenga il dato di marzo: +6%. Ma l’incertezza regna sovrana. «Il settore sta affrontando una fase complessa, tra margini ridotti e mercati in contrazione – ammette l’assessore regionale Sergio Emidio Bini –, ma la Regione è al fianco delle imprese: nei prossimi giorni convocheremo un tavolo con il governatore Fedriga per definire le prime misure urgenti di supporto». Non resta, dunque, che sperare nel Vinitaly.

Il tema

Il concept “Io sono Friuli Venezia Giulia – Connessioni d’eccellenza” intreccia vino, cultura, territorio e saper fare, offrendo una narrazione coordinata e identitaria.Tra le principali novità figurano 15 masterclass e appuntamenti tra incontri e degustazioni, oltre a un “welcome party” dedicato ad acquirenti e giornalisti. Confermata anche la presenza del padiglione Bio, che quest’anno adotterà la stessa immagine coordinata dello stand principale, con sette aziende vitivinicole coinvolte. La collaborazione tra Ersa e PromoTurismoFvg, già avviata con successo nel 2025, prosegue anche nel 2026 con una gestione integrata delle attività: dalla selezione delle imprese alla promozione del territorio, fino all’organizzazione degli spazi e degli eventi. Un modello che punta a rafforzare il “sistema vino” regionale e a valorizzarne le eccellenze in un contesto sempre più competitivo.
Il tema “Connessioni d’eccellenza” si propone di promuovere il vino come punto di incontro tra produttori, istituzioni, paesaggio, cultura e promozione integrata. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento del Friuli-Venezia Giulia sui mercati nazionali e internazionali attraverso una regia comune di spazi, eventi e attività di comunicazione. In questo modo, il vino diventa la chiave di accesso a una narrazione più ampia, che mette insieme autenticità, qualità, tradizione e capacità di innovazione.

Format condiviso

Uno degli elementi più interessanti dell’edizione 2026 è proprio l’allargamento del format condiviso. Oltre ai produttori presenti nella collettiva regionale, 31 ulteriori aziende hanno scelto di aderire al linguaggio visivo e narrativo comune, rafforzando così l’identità del Friuli-Venezia Giulia anche al di fuori dello spazio principale. Il risultato è una partecipazione che si estende oltre i confini della collettiva e che punta a rendere il Friuli-Venezia Giulia ancora più riconoscibile nel contesto internazionale della fiera.

Export

«L’export del Friuli-Venezia Giulia si sta dimostrando tra i più performanti, con una crescita dell’8,3% nel 2025, in controtendenza rispetto al dato nazionale del vino, che registra un calo del 3,7%», evidenzia l’assessore regionale Emidio Bini. Per il suo collega Stefano Zannier «la tenuta dell’export è merito innanzitutto dei produttori, che garantiscono livelli qualitativi molto elevati e un rapporto qualità-prezzo competitivo, ma anche dell’intensa attività promozionale che la Regione porta avanti con continuità nei principali eventi internazionali». L’assessore ha inoltre annunciato che «il Friuli-Venezia Giulia è già protagonista nelle principali fiere internazionali – da Wine Paris a ProWein fino a Vinitaly – e tornerà dopo 15 anni a Londra per la London Wine Fair, dal 18 al 20 maggio».
Francesco Dal Mas

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