Anche quest’anno, in molte località della Bassa friulana, le giornate di festività – e in particolare la notte di Natale – sono state allietate dallo snodarsi di processioni di gruppi di persone che, in una rievocazione simbolica del viaggio dei Re Magi alla ricerca di Gesù Bambino, si recano di borgo in borgo per annunciare, con canti tradizionali, la nascita del Redentore. Sono i “Cantori della Stella” che, al canto di “Oggi è nato il Salvatore”, continuano l’antica tradizione delle questue natalizio-epifaniche, mettendo in evidenza il persistere, in questa fascia di Friuli più che altrove, di tradizioni secolari che hanno resistito all’usura del tempo.
Un rito che riporta ai tempi della Controriforma e che, nel corso dei secoli, al pari di altre tradizioni popolari, è stato interessato da fenomeni di abbandono fino quasi a scomparire, riuscendo però a sopravvivere soprattutto in alcune aree periferiche e, a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, ad essere riscoperto in alcune località.
Oggi la questua mantiene perlopiù un valore di scambio simbolico, ma lo scenario e il fascino sono rimasti pressoché immutati. La tradizione è sempre viva a Porpetto, i cui cantori hanno accompagnato anche l’inaugurazione del grande presepe all’aperto di Corgnolo; a Torviscosa e a Malisana, paesi in cui la pratica è testimoniata già ai primi anni del ‘900 e mai interrotta; a Carlino, dove il giro della Stella prevede soprattutto la visita agli anziani e ai malati; a Marano, dove i gruppi di ragazzi e bambini, presepio a tracolla e gerla sulle spalle, sono attesi con gioia soprattutto dalle persone più anziane, alle quali lasciano piccoli doni e messaggi sull’attualità del Natale. Il Canto è riecheggiato anche a San Giorgio di Nogaro, dove la tradizione è ricomparsa, promossa da persone giunte da paesi limitrofi.

La sorpresa più bella dell’edizione 2025 è stata la ricomparsa della Stella, dopo decenni di oblio, anche a Muzzana, dove, incoraggiato e sostenuto dal parroco don Samuele Zentilin, un numeroso gruppo di cantori ha accompagnato gli amministratori comunali nella visita natalizia agli anziani del paese, portando nelle case momenti di gioia e serenità. «Quella del “Canto della Stella” costituisce un’esperienza grande – è il pensiero di don Zentilin – perché mette assieme ragazzi e adulti, ma soprattutto attinge a una storia e a una tradizione che diventa condivisione di partecipazione».
«Sono felice e orgogliosa di aver visto rinascere a Muzzana una tradizione così sentita – aggiunge la sindaca Genziana Buffon –; in un tempo in cui tutto corre veloce, fermarsi ad ascoltare un canto antico, riconoscersi in una storia comune e condividere un momento di semplicità è un dono prezioso. E un gesto particolarmente significativo – aggiunge – è quello di portare gli auguri agli anziani del paese, custodi della memoria e delle tradizioni».
Flavio D’Agostini













