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Cento anni con i salesiani: è festa a Tolmezzo. L’Arcivescovo ai ragazzi: «sappiatevi stupire e gioire»

Con una solenne celebrazione eucaristica nel duomo di Tolmezzo si sono aperte venerdì 30 gennaio, le celebrazioni per il centenario della presenza dei Salesiani a Tolmezzo, giunti in Carnia nel 1926. Un anniversario che coinvolge l’intera comunità carnica, chiamata a riconoscere in questa storia secolare un patrimonio educativo, spirituale e sociale ancora pienamente vivo.

La Santa Messa è stata presieduta dall’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, e concelebrata da tutti i sacerdoti della Carnia, con la presenza dell’arcidiacono di Tolmezzo, mons. Angelo Zanello, dai padri salesiani guidati dal direttore don Loris Biliato, e di numerosi fedeli giunti da tutta la Carnia. Presenti anche le autorità civili, con il sindaco del capoluogo carnico Roberto Vicentini, la vicesindaco Laura D’Orlando e l’assessore Alessandro Prodorutti, insieme a tanti bambini e ragazzi del Collegio Don Bosco.

Don Loris Biliato

L’Arcivescovo: «Don Bosco e il Vangelo della gioia»

Al centro dell’omelia mons. Lamba ha voluto porre i ragazzi, veri destinatari del carisma salesiano. Con uno stile semplice e dialogato, l’Arcivescovo ha rivolto loro una serie di domande, invitandoli a esprimere quali fossero i valori più belli lasciati in eredità da don Bosco. Dalle risposte sono emersi parole e atteggiamenti fondamentali: pace, gentilezza, lealtà, altruismo, perdono, fede, rispetto, amicizia, capacità di stare insieme.

Valori che, ha sottolineato l’Arcivescovo, «aiutano a uscire da sé stessi e ad aprire il cuore agli altri». Ma a fare da sintesi, come una “chiave” capace di tenere tutto insieme, c’è un valore decisivo: la gioia. Una gioia autentica, non superficiale, che nasce dall’incontro con Cristo e rende credibile il Vangelo nella vita quotidiana. «Un santo triste è un triste santo», ha ricordato mons. Lamba, invitando tutti – adulti e giovani – a custodire uno stile di fede capace di testimoniare prima di tutto la gioia di sentirsi amati, perdonati e chiamati all’amicizia vera.

Richiamando le parole di Gesù nel Vangelo – “se non ritornerete come bambini” – l’Arcivescovo ha affidato ai ragazzi un messaggio chiaro e incoraggiante: conservare la capacità di stupirsi, di gioire delle cose semplici e di vivere relazioni sincere è una ricchezza da non perdere mai, perché è lì che il Vangelo trova casa.

Il Sindaco Vicentini : dalle domande ai ragazzi alla propria storia personale

Nel suo intervento pronunciato alla fine della celebrazione, il sindaco Roberto Vicentini ha ripreso idealmente le domande poste dall’arcivescovo Lamba ai ragazzi, collegandole alla propria esperienza personale. Parlando con emozione, ha ricordato di essere stato seduto su quegli stessi banchi più di 45 anni fa, come allievo del Collegio don Bosco.

«Se oggi quelle domande vengono rivolte ai giovani – ha sottolineato – è perché i valori trasmessi allora continuano a generare frutti nel tempo. Quello che si riceve da ragazzi resta dentro per tutta la vita». In particolare, ciò che lo accompagna ancora oggi è la voglia di vivere e la dedizione agli altri, un “germe” seminato negli anni della formazione salesiana e cresciuto nel tempo.

Il sindaco Vicentini

Ripercorrendo i cento anni di presenza dei salesiani in Carnia, il Sindaco di Tolmezzo ha ricordato come l’opera di Don Bosco sia stata un riferimento costante nei momenti più difficili della storia locale: dalla guerra al terremoto del 1976, fino all’impegno quotidiano nell’educazione e nel tessuto sociale. Non solo una scuola, ma una casa, un luogo di accoglienza, un presidio umano e spirituale.

Una storia viva che chiede impegno

«Il centenario – ha concluso Vicentini – non è solo una ricorrenza, ma una alleanza che si rinnova. Fare memoria significa riconoscere una storia che continua a parlare al presente e chiede oggi concretezza, responsabilità e impegno condiviso».

La celebrazione di apertura ha così restituito l’immagine di una comunità unita attorno a un’eredità educativa che guarda avanti, affidando alle nuove generazioni il compito di custodire e rilanciare, con gioia, il sogno di Don Bosco anche nel cuore della Carnia.

Bruno Temil

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