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Cronaca

Cgil in difesa della sanità pubblica

Previsti sit-in del sindacato davanti agli ospedali: lunedì 19 giugno a Udine, martedì 20 a Latisana, mercoledì 21 a San Daniele, giovedì 22 a Cividale, venerdì 23 a Gemona e Tolmezzo

Sale di tono la mobilitazione in difesa della sanità pubblica, in particolare per la Cgil. Dopo la giornata regionale di mobilitazione indetta ieri (15 giugno, nella foto) a Udine dalla intersindacale dei medici, che ha visto partecipare le nutrite delegazioni dei sindacati della Funzione pubblica (Fp) e dei pensionati (Spi), si sta intensificando il programma di iniziative in vista di una settimana, la prossima, che culminerà con la manifestazione sulla sanità che si terrà a Roma sabato 24 giugno, indetta dalla Cgil nazionale.

In prima linea la Fp-Cgil della provincia di Udine, che ha organizzato un tour di presidi in tutti gli ospedali della provincia di Udine. Si partirà lunedì 19 giugno dal capoluogo, dalle 10 alle 12 davanti all’ingresso del Santa Maria della Misericordia, per poi toccare nei giorni successivi Palmanova e Latisana (martedì 20, rispettivamente dalle 10 e dalle 13), San Daniele (alle 10 di mercoledì 21), Cividale (giovedì 22, sempre alle 10) e chiudere venerdì 23 a Gemona (dalle 9 alle 10) e Tolmezzo (dalle 10 alle 12). Tema centrale dei sit-in l’aggravarsi delle criticità che affliggono la sanità pubblica. «Mesi e mesi di attesa per esami ed interventi, lunghissime file nei pronto soccorso, reparti e distretti sempre più in difficoltà, carenza dei medici di famiglia», sintetizza il segretario della Fp-Cgil della provincia di Udine Andrea Traunero. «Curarsi – prosegue – rischia di diventare impossibile a meno che non ci si possa permettere di spendere forti somme rivolgendosi al privato. Ma chi vive di stipendio o pensione non può farlo: siamo di fronte, quindi, alla negazione del diritto universale alla salute, che chiama in causa responsabilità del Governo e delle Regioni, che non assumono medici, infermieri e personale e continuano a non formarne in numero adeguato attraverso le Università e percorsi formativi specifici. Un circolo vizioso che deve assolutamente essere interrotto attraverso un piano straordinario, nazionale e regionale, di rafforzamento della sanità pubblica: allargare gli spazi per l’intervento della sanità privata, come sta facendo la nostra Regione, non risolverà i problemi, ma li aggraverà».

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