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Cronaca

“Chi riceve un cuore in dono potrà a sua volta donare”

A Udine un progetto pilota, capofila in Italia. “Conferma dell’eccellenza del Santa Maria della Misericordia” 

“L’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine si conferma come una delle migliori strutture nel panorama del Servizio sanitario nazionale: lo ha certificato pochi giorni fa Agenas e lo dicono costantemente i fatti. Questa mattina è stato presentato infatti un progetto innovativo, pilota, primo e capofila in Italia, portato avanti dalla Cardiochirurgia del Santa Maria di Udine, che riguarda la donazione di valvole cardiache da vivente: un paziente che riceve un cuore in dono potrà a sua volta donare vita”.
Lo ha sottolineato questa mattina l’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenuto a Udine, nell’aula Perraro del padiglione principale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, alla presentazione di una procedura innovativa per i trapianti di cuore che consentirà al paziente trapiantato di donare a sua volta una parte dell’organo nativo a favore di altri pazienti per la cura di alcune patologie cardiache.

Alla presentazione anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, Denis Caporale, il responsabile della Cardiochirurgia di Udine Igor Vendramin e il direttore del Centro regionale trapianti Fvg, Roberto Peressutti.
“Si tratta del primo esempio a livello nazionale per una procedura che apre una vera e propria rivoluzione nel mondo dei trapianti – ha fatto notare Riccardi -. Il paziente sottoposto al trapianto potrà donare, infatti, la valvola aortica e la valvola polmonare e permettere così ad altre persone di essere trattate per specifiche malattie del cuore”.

“L’idea nasce da un concetto di base – ha detto poi Riccardi -: il beneficio clinico a favore del paziente. È una scelta coraggiosa da parte dei nostri professionisti della salute: guardare avanti, osare, cercare nuove strade, infatti, non è semplice né scontato. Permette di nutrire la speranza di allungare la vita umana: di questo ringrazio chi crede con passione nel proprio lavoro, superando sterili polemiche e vergognose critiche della stagione di tensioni che viviamo”.

“Questo straordinario risultato ci fa fare un ulteriore passo avanti sul tema delle donazioni – ha sottolineato l’esponente dell’Esecutivo – in una terra, quella del Friuli-Venezia Giulia, dove la una cultura del dono è fortemente radicata, a partire da quella del sangue ma anche degli organi: tutti gli indicatori, infatti, sono in aumento. Questo grazie alla promozione di azioni culturali che continueremo a sostenere come Regione affinché esperienze così significative possano continuare in maniera importante, costruendo ad esempio un’alleanza sempre più forte col sistema scolastico, per far comprendere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza del dono dell’organo: un dono che è vita”.

Il personale della Cardiochirurgia si occuperà della preparazione del materiale che verrà successivamente inviato alla Banca dei Tessuti di Treviso, riferimento nazionale per la donazione di tessuti, configurando così una nuova rete di collaborazione extra-regionale.
Dietro a questo percorso, vengono rispettati protocolli e requisiti molto rigidi che permettono le varie operazioni in totale sicurezza da parte di professionisti altamente specializzati nel settore trapiantologico. Altrettanto fondamentale la sinergia con altre strutture ospedaliere quali l’Istituto di Anatomia patologica, la Direzione medica e il Centro regionale trapianti, che ha sede proprio al Santa Maria della Misericordia di Udine.

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