Ambiente

Clima che cambia? L’esperto propone il «giardino asciutto»

Il clima sta cambiando, cambiano anche i giardini? «Sì, e la necessità di irrigazione diventa sempre più cogente, allo stesso tempo la risorsa acqua diventa sempre più rara». A dirlo è l’agronomo Glauco Pertoldi, di Lestizza, progettista di giardini ed esperto di verde urbano, intervenuto su Radio Spazio nella trasmissione Sotto la Lente.

Glauco Pertoldi

Come si fa fronte ad un clima sempre più caldo? «Le soluzioni possono essere varie – ha risposto Pertoldi –: da impianti di irrigazione fatti bene, che dunque usano la risorsa acqua con efficienza, senza sprecarla, all’alternativa dei “giardini asciutti”. Non sono giardini spogli, ma nei quali vengono utilizzate le specie che per loro natura arrivano da habitat aridi, quindi sono in grado di sopportare anche la siccità: graminacee, specie prettamente mediterranee – come gli oleandri e i corbezzoli – oppure specie del nostro areale, però legate a luoghi aridi come le specie del Carso, il viburno tino, per esempio, o anche specie che vengono da lontano purché da climi siccitosi: l’ulivo, il leccio o altre specie subtropicali a foglia lunga nastriforme come gli Agapanthus. Le possibilità sono tante, bisogna conoscerle e abbinarle e utilizzarle nel modo giusto».

Pertoldi ha anche spiegato che nella progettazione di un giardino bisogna partire dalla valutazione degli spazi e soprattutto della propria capacità di manutenzione. «Oggi abbiamo tutti poco tempo, non possiamo creare giardini che poi richiedono manutenzioni molto frequenti». L’esperto suggerisce ad esempio di automatizzare il taglio dell’erba e l’irrigazione. Le specie del momento? «Aiuole a bassa manutenzione, con l’utilizzo di erbacce perenni che richiedono solamente una potatura primaverile all’inizio della stagione e una pulizia dal secco».

L’intervista completa con l’agronomo Glauco Pertoldi si può leggere sulla Vita Cattolica dell’11 marzo 2026 

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