Friuli Orientale

Colli orientali e Collio, storica intesa tra i consorzi

È una tappa che si può definire storica quella appena compiuta dal mondo del vino. I Consorzi del Collio e dei Colli orientali del Friuli hanno infatti siglato un accordo per la costituzione di una Ati (Associazione temporanea d’impresa) con l’obiettivo di promuovere in modo congiunto e condiviso l’intero territorio collinare, dove vengono prodotti alcuni dei vini bianchi più noti e prestigiosi di tutta Italia. L’intesa è stata concretizzata dai due presidenti, Luca Raccaro del Collio e Filippo Butussi dei Colli orientali, con il benestare della Regione che, in particolare nella figura dell’assessore all’Agricoltura, Stefano Zannier, ha sostenuto l’iniziativa. Si tratta di un primo passo che ora punta a sviluppi unitari futuri, un primo passo di cui si parla almeno da 25 anni, ma che era sempre stato frenato da campanilismi e qualche timore.

L’accordo

Attraverso la neo-costituita Ati tra i consorzi, i due territori si impegnano in strategie comuni per la reciproca promozione. Tutte le attività dei singoli enti continueranno a essere organizzate, ma verrà costruito un progetto comune per far conoscere con maggiore incisività le varie realtà del vino unendo le rispettive esperienze e idee. Una continuità territoriale che storicamente ha incontrato divisioni, ma che questo accordo permette di superare con la consapevolezza delle proprie potenzialità e del prestigio dei propri vini. Una delle prime iniziative che sarà messa in cantiere è la realizzazione di una vera e propria mappa del Collio e dei Colli, approfondendo le peculiarità di ciascuna area di produzione, con le zone e sottozone di tutti i comuni coinvolti, da Tarcento a Gorizia.

Soddisfazione comune

Soddisfazione dei due presidenti, eletti entrambi alla guida dei rispettivi enti nel 2025. «L’accordo che abbiamo firmato insieme al Collio mi rende orgoglioso come presidente e ci permette di cominciare a ragionare insieme e con grande forza – evidenzia Filippo Butussi dei Colli Orientali e Ramandolo –. Insieme potremo non soltanto condividere idee e progetti, ma mettere in campo la forza delle nostre strutture. Noi abbiamo una struttura pronta a lavorare e siamo decisi a impegnarci per il bene di tutto il comparto». «Siamo territori contigui che hanno identità precise, ma che condividono molto tra di loro – osserva a sua volta Luca Raccaro, che guida il Consorzio Collio –. Questa è un’opportunità per fare in modo che, con azioni mirate e con la voglia di creare momenti comuni, le persone possano conoscerci e innamorarsi dei nostri vini e delle nostre cantine. Sarebbe importante, in futuro, coinvolgere anche i colleghi del Carso in questo nostro progetto».

La Regione

«L’intesa – precisa l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier – segna un passaggio storico e molto significativo nella collaborazione tra due realtà storiche della viticoltura, ovvero il Consorzio Collio, fondato nel 1964 e riconosciuto con la denominazione di origine controllata (Doc) nel 1968, e il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo, nato nel 1970. I due enti rappresentano da decenni un punto di riferimento per la produzione vitivinicola e costituiscono realtà tra le più riconosciute e rappresentative. La collaborazione consente di promuovere in maniera ancora più efficace i prodotti che nascono da queste colline, inserendoli all’interno di una strategia di promozione integrata del territorio e del vino, elementi che nei Colli Orientali e nel Collio risultano profondamente e naturalmente legati».

I numeri

Collio e Colli orientali rappresentano il lembo collinare orientale del Friuli-Venezia Giulia e sono la zona più vocata per la viticoltura di qualità. Il Collio si estende su 1.400 ettari (oltre 2 mila ettari fanno parte dell’attiguo Brda sloveno), produce circa 7 milioni di bottiglie di vino l’anno con una quota export del 30 per cento. I soci sono 180, dei quali 120 imbottigliatori, i vini identitari sono Friulano e Collio bianco. I Colli orientali dispongono di oltre 2.200 ettari di vigneti in 15 Comuni della provincia di Udine, si producono 9 milioni di bottiglie e i soci sono 190. Autoctoni i vini più rappresentativi, dalla Ribolla gialla al Picolit, dallo Schiopettino al Refosco dal peduncolo rosso.
Anna Piuzzi

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