La liturgia dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato è stata riveduta in modo importante nella nuova edizione del “Proprio delle Messe” dell’Arcidiocesi di Udine, entrata in vigore a Pasqua 2025 e che, quindi, sarà celebrata proprio il 12 luglio.
La “ratio” della nuova edizione è una più accurata attenzione alle fonti della nostra tradizione liturgica: dal recupero delle letture bibliche per la solennità dei Santi Ermacora e Fortunato attestato nei libri liturgici aquileiesi all’introduzione di alcune parti mancanti. E poi un miglioramento della traduzione dei testi, sia nel rispetto del testo d’origine, sia anche in vista di una resa che ne permettesse la chiarezza e il canto in una normale assemblea liturgica.
Il nuovo prefazio
A cura di mons. Loris Della Pietra, direttore dell’Ufficio liturgico dell’Arcidiocesi di Udine
Scopo del prefazio, inizio solenne della preghiera eucaristica che sfocia nel canto del Sanctus, è raccogliere la lode di tutto il popolo santo al Padre per l’opera della salvezza o per qualche suo aspetto particolare. Nel caso delle celebrazioni dei santi, il prefazio non indugia sui dati biografici del santo, ma esalta l’azione dello Spirito che ha plasmato il cuore e la vita di un credente consentendogli
di essere testimone luminoso del Vangelo.
Il nuovo prefazio per la solennità dei santi Ermacora e Fortunato esordisce celebrando il progetto divino che ha voluto che nella nostra terra, bagnata dal sangue dei martiri fondatori, crescesse una Chiesa, madre e maestra di pace e di santità per i popoli vicini. Il martirio dei due santi è l’atto fondativo della nostra Chiesa, vera implantatio Ecclesiae, nel quale a prevalere non è l’opera dell’uomo, ma l’azione di Dio, che trasforma ciò che per gli uomini è fallimento in una fioritura rigogliosa: una Chiesa madre di Chiese per una parte significativa dell’Europa. È il “mistero” della Chiesa di Aquileia: una Chiesa che con il sangue dei martiri e la parola dei missionari ha unito nel Vangelo popoli e culture diverse e, ora, quasi ammutolita, quando non tradita, dalle vicende storiche, è segno venerando ma mai spento non soltanto delle origini, ma soprattutto del compito che ci attende.
Il prefazio continua facendo memoria dell’elezione popolare di Ermacora, confermata poi da Marco. Illuminato da Cristo, il vescovo sarà egli stesso luce per tutti coloro che lo seguiranno. Tutta la passio dei due santi e la sequenza della Messa sono intrise dell’idea della luce: Ermacora guarisce la cecità di Alessandria, mentre Ponziano, il carceriere, viene “illuminato” e diventa tempio dello Spirito e «grazie a loro, nella notte spunta il giorno della fede» (nocte quorum opere diescit religio, canta la sequenza).
Di Fortunato si sottolinea il suo ruolo di ministro del Battesimo (la passio ricorda il Battesimo di Alessandria ad opera del diacono) e la perseveranza sino alla fine, unito al vescovo nella missione e nel suo compimento.
Le parole di invito alla lode rievocano ancora il ruolo materno della Chiesa e la qualifica materna della Chiesa di Aquileia. È difficile che chi volge lo sguardo all’enorme mole popponiana o entra nell’antica basilica e cammina sul pavimento musivo teodoriano non provi stupore e forse anche commozione. Stupore e commozione, appunto, per il “mistero” di una Chiesa evidentemente fatta di persone e carica di peccati, ma anche straordinariamente chiamata, nei secoli come ora, a essere strumento del Vangelo e per questo sentinella di pace e di fraternità, di rispetto e di ammirazione per i popoli che a questa fonte si sono abbeverati.
Il testo del nuovo prefazio
È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua lode,
Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.Nello stupendo disegno della tua provvidenza
hai voluto che nella nostra terra,
irrorata dal sangue dei martiri Ermacora e Fortunato,
crescesse una Chiesa discepola fedele del tuo Vangelo,
madre e maestra di pace e di santità per molte genti.A Ermacora, scelto dal popolo
per la nitida fede in Cristo
come pastore di una Chiesa nascente,
hai concesso la grazia di illuminare con la tua luce
coloro che ti cercano con cuore sincero.Al suo diacono Fortunato, nutrito nel tuo timore,
hai chiesto l’estrema perseveranza
nella missione di portare agli uomini
il Battesimo della salvezza,
sigillata con il dono della vita.Per questo mistero della tua benevolenza
esulta la santa Madre Chiesa
e noi suoi figli, uniti al coro dei santi e degli angeli,
cantiamo con gioia l’inno della tua gloria.