Friuli Orientale

Comunità di montagna Natisone-Torre, servizi associati dei comuni, si fa sul serio

Realizzare sinergie tra i comuni per ottenere servizi più efficienti di quelli che da soli si riescono a garantire, soprattutto gli enti più piccoli? Su questo tema negli anni scorsi (ma sarebbe meglio dire decenni…) si sono spesi invano fiumi di inchiostro. Ora c’è una svolta decisa, impressa mercoledì 18 marzo dall’Assemblea della Comunità di montagna del Natisone e Torre, riunita nella sala consiliare di Faedis.

All’unanimità è stata approvata la proposta progettuale di Compa (la fondazione creata da Regione e Anci per supportare gli amministratori locali) di creare in capo alla Comunità di montagna un centro unico di servizi per tutti i 15 comuni che ne fanno parte nelle aree operative del personale, della digitalizzazione e della gestione strategica dell’ente, con la creazione di un ufficio di piano.

Quattro assunzioni

Il progetto prevede un totale di 4 nuove assunzioni: 2 dipendenti per la digitalizzazione, uno per il servizio del Personale e molto probabilmente un incarico esternalizzato a un professionista per l’ufficio di piano. La Comunità di montagna dispone già delle risorse finanziarie per procedere, bisognerà solo richiedere una deroga alla Regione riguardo ai limiti vigenti per le assunzioni.

Quale risultato ci si attende? In modo sintetico migliori servizi ad un costo inferiore, soprattutto per i comuni più piccoli che spesso non dispongono di risorse umane interne dedicate ed esternalizzano questi compiti a società o professionisti privati con un peso finanziario decisamente superiore.

Risparmi per i comuni

L’aspetto qualitativo sarà evidente nei due settori della digitalizzazione e dell’Ufficio di piano, sostiene in una nota la Comunità di Montagna. È noto che il passaggio di tutta la burocrazia dalla carta al digitale rappresenti una grande sfida per gli enti locali, specie per quelli più piccoli. Da una gestione centralizzata e unitaria ci si attende quindi una diminuzione dei tempi della burocrazia, la promozione di nuovi servizi digitali per i cittadini, una maggiore cura della sicurezza informatica che sta diventando un aspetto sempre più critico, in quanto i comuni custodiscono importanti dati riguardanti i cittadini e le minacce esterne sono sempre più frequenti. Infine anche nell’approvvigionamento di strumenti informatici e nella creazione delle reti la maggiore massa critica dei 15 comuni messi insieme dovrebbe garantire una maggiore efficacia ed efficienza. Il Compa stima un risparmio complessivo per i Comuni di almeno 12 mila euro l’anno, non distribuito però in modo omogeneo: a fronte di 4 comuni che risparmierebbero, gli altri vedrebbero degli aggravi di costo che però sarebbero compensati dalla migliore qualità e continuità degli interventi.

Ancora più evidente la svolta qualitativa attesa per la creazione dell’ufficio di piano, per il quale è prevista un’assunzione o un incarico esterno ad un esperto di gestione dello sviluppo locale. Il suo compito sarebbe quello di elaborare obiettivi di sviluppo di medio e lungo termine e piani strategici per raggiungerli, raccogliendo i suggerimenti e le richieste dei diversi portatori di interesse sul territorio e assicurandosi che le strategie di Comunità di montagna e Comuni siano coerenti e vadano nella stessa direzione. L’ufficio dovrebbe anche occuparsi di trovare finanziamenti per i piani che elabora, come ad esempio la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei. Questo ufficio sarebbe del tutto nuovo e coperto integralmente nei costi (40-50 mila euro l’anno) dalla Comunità di montagna.

Il servizio del personale è meno innovativo e più standardizzato, tuttavia l’unione delle forze in capo alla Comunità di montagna, secondo il Compa, darà la possibilità ai dipendenti incaricati di specializzarsi maggiormente e creerà economie di scala. Rispetto alle spese sostenute autonomamente dai Comuni, si prevede un risparmio complessivo di poco meno di 44 mila euro l’anno, soprattutto a favore dei comuni più piccoli.

Connessioni telefoniche e internet, restano i problemi

Infine l’assemblea della Comunità di montagna è tornata ad occuparsi dei problemi delle connessioni telefoniche e internet sul territorio montano. Tutti i sindaci, pur riconoscendo a Regione e Prefettura il grande impegno profuso, all’unisono hanno espresso insoddisfazione per i risultati concreti dei due tavoli aperti con i gestori della telefonia. Il sindaco di Lusevera, Mauro Pinosa, ha posto l’accento sulla necessità di permettere ai gestori di connettersi alla nuova rete di fibra ottica realizzata da Open Fiber per dare il segnale telefonico ai ripetitori nelle zone più impervie, considerando che si tratta di una società di diritto privato ma con finalità pubbliche attraverso il controllo della Cassa Depositi e Prestiti. A tal proposito, il sindaco di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto, ha osservato che in molti comuni montani Open Fiber si è limitata a realizzare la banda larga interrata, ma ha stralciato tutta la parte del  servizio wi-fi col sistema di stazioni radio base FWA che era previsto generalmente per coprire i borghi più alti, più periferici e sofferenti dal punto di vista delle telecomunicazioni. Su questo aspetto verrà fatta una verifica tecnica sul territorio riguardo alla copertura realizzata da Open Fiber e anche degli aspetti contrattuali e giuridici del suo contratto con lo Stato per verificare se abbia adempiuto agli obblighi assunti. Se l’esito fosse negativo – come si ipotizza – verrà chiesto alla Regione di intervenire per pretendere dalla società il rispetto dei suoi impegni.

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