«Mettere al centro la vita delle persone ed evitare l’autoreferenzialità. Non temere di stare dentro alle questioni del lavoro, della famiglia, della scuola e della cultura anche e soprattutto quando si arrivano a mettere in discussione evidenze etiche che sembravano acquisite. È importante non avere paura delle soglie e dei cammini di ciascuno, non porre confini, avere la pazienza dei frutti, senza chiusure e senza timori». Sono le conclusioni di del Vescovo di Chioggia, Giampaolo Dianin alla “due giorni” di aggiornamento che ha impegnato una sessantina di persone provenienti dalle Diocesi del Nordest – vescovi, sacerdoti, diaconi, religiose, fedeli laici (uomini e donne) – nella Domus Ciliota a Venezia, in dialogo sul tema «Comunità cristiane generative: inquietudini e speranze».
Se una comunità cristiana non è capace di rigenerarsi è destinata a spegnersi, è stato ricordato nella due giorni. Le domande che Papa Leone XIV ha di recente posto ai cardinali durante il Concistoro – “Chiediamoci: c’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?” – sono riecheggiate più volte nei lavori.

Bignardi: i giovani sognano una Chiesa aperta e inclusiva
Al dibattito hanno offerto un contributo alcuni relatori chiamati a reagire alle tematiche affrontate: Paola Bignardi (pedagogista e pubblicista, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori), Sabino Chialà (monaco, teologo e biblista, attuale priore della comunità monastica di Bose) e don Stefano Didonè (sacerdote della Diocesi di Treviso, docente di Teologia e direttore della rivista Studia Patavina presso la Facoltà Teologica del Triveneto).

Chialà: ricostruire il tessuto connettivo e relazionale delle comunità
L’invito è costruire comunità centrate sempre più sul Signore Gesù, chiamate a percorsi e scelte importanti nella ricerca di ciò che è essenziale; fondamentale investire in cultura e ricerca (anche spirituale e teologica), in dialogo con la vita concreta delle persone, e riscoprire l’importanza di alcuni ambiti educativi quali la scuola, l’università e l’insegnamento della religione cattolica. Ci si è soffermati sulla necessità, di fronte a situazioni di sfilacciamento, di “ricostruire il tessuto connettivo e relazionale delle comunità” (Chialà) nel quale ciascuno possa agganciarsi ed inserirsi, comunità nelle quali elemento centrale sia la persona stessa di Gesù Cristo. Si evidenzia l’esigenza di comunità che accompagnano tutti in un cammino di scoperta del rapporto personale con il Signore e fondate (come gli Atti degli Apostoli indicano) sulla Parola di Dio, sulla carità, sulla liturgia, sulla preghiera e sulla vita spirituale.
Battocchio e l’invito alle Chiese del Triveneto a camminare di più insieme

Dianin: una Chiesa coraggiosa, che mette al centro la vita delle persone
Nelle conclusioni del Vescovo di Chioggia Giampaolo Dianin sono risuonate alcune specifiche esigenze: uno sguardo umile e sapienziale sulla realtà, il costruire e coltivare comunità cristiane e relazioni autenticamente evangeliche, l’insistenza sAl













