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Regione

Coronavirus, incentivi per le assunzioni

Allargate le maglie degli incentivi regionali alle imprese. I tre milioni e mezzo dal Fondo sociale europeo potranno essere utilizzati anche per assunzioni a tempo determinato e stagionali in settori colpiti dall’emergenza Covid

Tre milioni e mezzo di euro dal Fondo sociale europeo per incentivi alle imprese legati all’assunzione di disoccupati con contratti di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato, per fronteggiare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. È quanto prevede la delibera approvata oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Formazione e al Lavoro Alessia Rosolen.   

“In considerazione di quanto avvenuto in queste settimane, abbiamo ridefinito il documento ‘Pianificazione periodica delle operazioni-Ppo-Annualità 2019’, approvato dalla Giunta regionale il 22 marzo. Quel documento programmatico – ha spiegato l’assessore – prevedeva incentivi alle imprese per l’assunzione di disoccupati e la trasformazione di rapporti di lavoro a elevato rischio di precarizzazione in rapporti a tempo indeterminato nei riguardi di persone residenti in Friuli Venezia Giulia da almeno 5 anni. Abbiamo scelto di allargare le maglie del provvedimento, riconoscendo l’incentivazione a favore delle imprese anche per assunzioni a tempo determinato legate alla stagionalità e connesse a settori che sono stati particolarmente colpiti dall’emergenze Covid-19, per sostenere le imprese del territorio regionale nella fase di riavvio delle proprie attività conseguenti alla chiusura determinata dall’esigenza di mettere in campo misure finalizzare a contenere e arginare la diffusione del virus”.   

“Ciò significa – ha aggiunto Rosolen – che gli incentivi saranno concessi a ogni tipo di assunzione, sia a tempo determinato che indeterminato, per i part time e per i lavori stagionali. Gli incentivi sono quindi legati all’assunzione, ovvero a garantire una forma di reddito collegato al lavoro alle persone. Per un anno e otto mesi abbiamo puntato sulla stabilità dell’occupazione e sulla congruità della remunerazione: restiamo convinti che quei principi siano la stella polare, ma oggi dobbiamo ridare fiato al mercato del lavoro. In questo caso, facciamo uno strappo alla regola: meglio un uovo oggi, anche sotto forma di impiego stagionale, che una gallina domani. Dobbiamo avanzare a piccoli passi, non abbiamo scelta”.   

“Fino a due mesi fa, gli incentivi erano stati indirizzati alle assunzioni a tempo indeterminato. Vista la situazione che si è venuta a creare- ha commentato – , dobbiamo avere flessibilità nell’ottica del principio primum vivere. Questa è una fase in cui dobbiamo iniettare liquidità nel tessuto socioeconomico per mantenere le funzioni vitali attive. Nei prossimi mesi, evidentemente, gli indirizzi muteranno. Oggi dobbiamo tenere in vita il sistema, la fase due sarà profondamente impattante anche sotto il profilo culturale. Gli interventi emergenziali di oggi diventeranno prassi consolidate domani. Dobbiamo entrare nell’ottica che la quotidianità sarà anche convivere con situazioni che non avevamo mai preso in considerazione”.  “Dove possibile lo smart working continuerà a prosperare – ha concluso Rosolen -. Ma in molti settori, che implicano la presenza o che in ogni caso non si possono ridurre a videoconferenze, dovremo essere pronti a rivedere protocolli e consuetudini per vincere la sfida che ci attende nei prossimi mesi e nei prossimi anni”.

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