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Da Udine in America. L’economista Silvia Console Battilana guida un’azienda di aste miliardarie

Ha vissuto per anni in giro per il mondo, spostandosi ogni 4 mesi. In particolare, ha avuto una base prettamente professionale a Palo Alto, in California. Da dicembre 2024 è rientrata in pianta stabile in Friuli con le sue figlie. Voleva stare accanto al padre, malato di cancro. «Questa malattia se l’è portato via. Come lui anche mia madre e mia sorella». Ora il centro del suo mondo, per lei e le bambine, è la casa in cui è cresciuta, a Udine. «Dove, comunque, sono sempre tornata». Dividendosi principalmente tra gli Stati Uniti – «è lì la mia base professionale» –, Germania e Inghilterra, ma viaggiando comunque in ogni dove, Silvia Console Battilana è la co-fondatrice di un’azienda di aste miliardarie – la Auctionomics, dall’inglese “auction” che significa “asta”– di cui è proprietaria al 50%. L’altra metà è del suo socio, il Premio Nobel per l’Economia (nel 2020), Paul Milgrom, uno dei massimi studiosi di teoria dei giochi.

Oltreoceano dopo la Bocconi
In America ci è arrivata dopo la laurea in Economia alla Bocconi, grazie all’ex rettore Guido Tabellini, al tempo suo professore. «Mi ha spronata a fare la richiesta per il dottorato». Console Battilana invia allora la richiesta alle tre università più prestigiose. L’ok arriva da Mit e Stanford: sulla seconda cade la sua scelta. Durante gli studi oltreoceano, l’economista friulana crea due startup. Una che dà le dritte agli studenti su come superare il test di ammissione alla facoltà di Giurisprudenza. L’altra per organizzare eventi. Totalmente in sintonia con i suoi desideri di bambina. «In un tema avevo scritto che il mio futuro era fare l’imprenditrice con una carriera tutta mia…».

Un caffè col futuro Premio Nobel
Poi l’incontro con il futuro Nobel. Davanti ad un caffè, in uno dei luoghi simbolo della Silicon Valley, le chiede di diventare sua socia. Così, dall’unione di un’esperta in start up e Milgrom – che aveva ideato un nuovo modello per la gestione delle aste – è nata “Auctionomics”. «Lavoriamo per governi e imprese multinazionali attive nei settori delle telecomunicazioni, delle risorse naturali e della finanza», spiega.

Tra le 100 personalità più influenti
Da quel momento, per l’economista friulana una riga di successi e riconoscimenti. Nel 2017, ad esempio, è stata nominata “Young Global Leader” dal World Economic Forum, il che significa far parte di un “elenco” che annovera le 100 personalità più influenti al mondo, mentre nel 2025 diventa parte di YPO Italia, “Young President Organization”, la più grande rete globale di amministratori delegati e leader aziendali

L’asta record e l’Emmy Award
Insieme ad un team di poco più di una quarantina di collaboratori – «altamente specializzati» –, Console Battilana ormai da vent’anni progetta, gestisce e coordina aste complesse e ad alto rischio. Tra queste, quella da record, legata al 5G che negli Stati Uniti, organizzata per la Federal Communications Commission, ha raccolto 19 miliardi di dollari.
«Per aver favorito l’ascesa dello streaming televisivo, cambiando le abitudini delle famiglie americane, per la quasi totalità abbonate ad almeno un servizio di streaming, abbiamo ricevuto il prestigioso Emmy Award», racconta.

Silvia Console Battilana alla serata ufficiale del Premio Emmy Award

«Creiamo le regole di un “gioco”»
Ad ascoltarla mentre descrive la sua quotidianità – la società di cui è co-fondatrice lavora anche per Google e nel campo dell’Intelligenza artificiale – sembra che il mondo in cui è immersa – e di cui è protagonista – non sia poi troppo complicato. «Di fatto “disegniamo” le regole di un “gioco” in cui i partecipanti sono incentivati a comportarsi in un certo modo. Ciò vale per le aste miliardarie, ma in effetti anche per la vita di ogni giorno: se le regole sono incentivanti il sistema funziona meglio. È come se dicessi a mia figlia: se ti lavi i denti dopo mangiato poi hai a disposizione 5 minuti alla playstation. Con il premio, hai più probabilità che uno ti segua».

Economista e mamma
Una capacità di spiegare in maniera semplice le cose più complicate della sua professione che spesso “testa” sulla figlia undicenne Giada.
«Se comprende quello che spiego, so che sono sulla strada giusta – dice –. L’ho persino portata con me ad una conferenza di leader femminili in Marocco, dove è potuta intervenire».
Insieme alla sorella Adria, di 9 anni, ha sempre “seguito” la mamma per il mondo. «Al mattino frequentano online la Oxford Wosley Hall, mentre tutti i pomeriggi sono all’Istituto salesiano Bearzi di Udine per lo studio di alcune materie non presenti nel curriculum inglese, il catechismo e l’oratorio. Per la loro crescita ritengo molto importante il senso di comunità che si respira in questa scuola». E pure quello di famiglia che traspare da ogni angolo della loro casa, con le pareti piene di foto di nonni, zii, cugini.

Silvia Console Battilana in America ci è arrivata dopo la laurea in Economia alla Bocconi

La famiglia come fondamenta
E quella tradizione che al mercoledì sera li rimette tutti a cena attorno allo stesso tavolo con cugini, zii, e pure i figli dei cugini.
È facile intuire che per l’economista nata e cresciuta a Udine le radici sono il suo ossigeno. Da sempre, ammette, hanno “tracciato” la sua strada di imprenditrice prima, e poi pure di madre. Da papà Rudy – storico gioielliere a Udine, dove ha coltivato anche l’impegno politico – ha ereditato la propensione a lanciarsi in nuove iniziative, l’arte del rispetto e quella capacità di negoziare che è elemento fondamentale in “Auctionomics”. Da mamma Evi – tedesca d’origine – è arrivata, invece, la razionalità, il saper calcolare tutto senza lasciarsi sopraffare dalle emozioni e, comunque, sempre cogliendo le occasioni, senza timore. «Sono proprio un mix», sorride.

I valori trasmessi dai genitori
E quei valori che ha respirato fin da bambina sono poi stati portati anche nei suoi progetti imprenditoriali. «Nella nostra azienda la parola data è importante, gli accordi tra collaboratori avvengono con una stretta di mano e chi vuole lavorare con noi non deve scegliere tra carriera e famiglia. Cerchiamo di mettere tutti nella condizione di operare al meglio, ad esempio anche pagando loro un servizio di baby sitter notturno se si è appena diventati genitori e ciò vale sia per collaboratori maschi che femmine. Se le persone sono soddisfatte lavorano meglio…».
E poi, aggiunge, è capitato anche di dire no ad alcuni progetti. «Seppur offrissero parecchio denaro, per motivi morali abbiamo scelto di non accettare l’incarico».

Il ritorno alla Bocconi, nuova sfida
E mentre pensa alle prossime aste, sta per cavalcare un nuovo progetto. «Mi hanno appena chiesto di tornare in Bocconi per insegnare a professionisti come sviluppare competenze di leadership e management. E poi mamma mi diceva sempre: “Non ti fermare, continua a sognare….”».

Monika Pascolo

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