«Non so ancora quale sarà la mia destinazione: se rimarrò in Nigeria, se tornerò in Italia o se il Signore mi chiamerà altrove. Non ho una preferenza precisa, ovunque mi sentirò contento e in pace».
È radiosa e contagia il Friuli anche da migliaia di chilometri di distanza l’emozione di Aeneid a pochi giorni dall’ordinazione sacerdotale. «Il mio desiderio più grande è portare la Parola di Dio e il suo amore a tutte le persone che incontrerò, indipendentemente dal luogo. Mi affido con fiducia alla Chiesa e alla volontà del Signore, certo che lui sappia dove io posso servire meglio».
28 anni, Aeneid Ugonna Ozuo è cresciuto nel sud est della Nigeria, a Imo State, ultimo di cinque figli: quattro fratelli e una sorella. Ha iniziato la formazione in seminario nel suo Paese, per venire a completarla in Friuli per effetto di un accordo tra la diocesi di Orlu (nella quale è incardinato) e l’Arcidiocesi di Udine. Terminati gli studi nel Seminario di Castellerio, giovedì 19 febbraio sarà ordinato sacerdote nella sua parrocchia di origine (All Saint’s Parish Okwuabala), per l’imposizione delle mani del vescovo Augustine Toochukwu Ukwuoma. A rappresentare la Chiesa udinese, a Orlu ci sarà don Cyriacus Maduawuchukwu Elelleh, parroco coordinatore della Collaborazione pastorale di Varmo, anch’egli nigeriano. «Avrebbe dovuto raggiungermi anche il rettore del Seminario, don Daniele Antonello – spiega don Aeneid – ma la data dell’ordinazione è stata decisa in tempi troppo stretti per consentirlo». Così, don Cyriacus «rappresenterà simbolicamente tutta la Chiesa del Friuli che mi ha accompagnato, sostenuto e formato in questi anni».
Radio Spazio ha raccolto al telefono l’emozione del giovane dalla Nigeria. La voce calma, un sorriso solare che si percepisce in ogni risposta. «Sia io che la mia famiglia siamo molto emozionati e nello stesso tempo viviamo queste giornate con grande tranquillità, gratitudine e pace nel cuore», esordisce.
Nel cuore, il ricordo del Friuli è vivo. «Ho incontrato persone semplici, generose e accoglienti che mi hanno fatto sentire a casa fin dal primo momento. All’inizio mi ha ospitato una famiglia di Basaldella –”Bianca e Luciano, che ringrazio con tutto il cuore” –. Negli anni poi ho prestato servizio a Basaldella e Codroipo – racconta Aeneid –. Di entrambe queste comunità porto nel cuore ricordi molto belli e grati e anche della comunità del Seminario. Mi hanno insegnato tanto».
Cosa porterà della Chiesa friulana nel suo essere prete? «Formarmi in Italia è stato un dono grande e una grazia profonda. Vivere in un contesto culturale ed ecclesiale diverso dal mio mi ha aiutato ad aprire lo sguardo – risponde il giovane –, ad allargare il cuore e a crescere spiritualmente e umanamente. Ho imparato a confrontarmi con una Chiesa che vive sfide diverse, ma che si impegna nell’annunciare il Vangelo nel mondo di oggi. Del Friuli mi porterò soprattutto il senso della comunità, la concretezza e una fede vissuta spesso in silenzio, ma con grande profondità. In Friuli ho imparato l’importanza dell’ascolto, della vicinanza discreta alle persone e della presenza costante anche nei momenti più semplici della vita quotidiana. Tutto questo ha lasciato un segno profondo nel mio modo di pensare il sacerdozio».














