Siamo in marzo, meno un mese alla fine dell’inverno “canonico”. Ma già le giornate si allungano, i raggi del sole modificano il loro angolo di incidenza sul suolo, le temperature conseguentemente si alzano e tutto questo stimola gli esseri viventi a prepararsi per la nuova stagiona calda.
Camminando all’aperto si notano le fioriture delle primule, dei denti di cane, dei bucaneve, delle epatiche, dei crochi, delle scille, per lo più tutte piante geofite.

Questi fiori, che vivacizzano e testimoniano l’epoca del risveglio, approfittano dei raggi del sole che le raggiungono grazie all’assenza delle foglie da alberi e cespugli, ancora spogli.
Di notte, soprattutto durante la pioggia, si assiste ad un’epica migrazione di rane rosse, rospi e tritoni che dai rifugi invernali si recano nelle pozze e nelle lanche fluviali per la riproduzione.
Le rane rosse in Friuli-Venezia Giulia appartengono a tre specie: la rana agile, la rana di Lataste e rana temporaria; con il rospo comune sono anfibi definiti dalla modalità riproduttiva “esplosiva”. Queste quattro specie compaiono in massa nelle notti piovose di questo periodo per la riproduzione. Gli adulti resteranno in acqua pochissimi giorni, giusto il tempo per accoppiarsi e deporre le uova. Dopodiché torneranno nella terraferma e vivranno nell’umidità della vegetazione di prati, siepi e boschi. Durante le notti di pioggia, facciamo dunque attenzione agli anfibi in migrazione, rallentando ed evitando di fare inutili stragi che vanno a compromettere l’ecosistema.

Questo è il tempo degli amori anche per i carnivori e frequentando le nostre aree naturali potrà capitare di ascoltare i richiami dei gatti selvatici, i guaiti delle volpi ed anche il verso dei tassi che escono dalle proprie tane per perdersi in lunghe coccole. Anche in questo caso, impegniamoci a rispettare gli altri esseri viventi quando frequentando le aree naturali. Ricordiamo di muoverci sempre lungo i sentieri e di mantenere i nostri cani con noi al guinzaglio.
Tiziano Fiorenza














