Abbonati subito per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie
ArcivescovoChiesaIn evidenza

«Erode come i potenti d’oggi». Il giorno dell’Epifania pontificale dell’Arcivescovo e consegna del Messaggio del Papa per la Pace

Anche noi, come i Magi, siamo chiamati a fare delle scelte: desideriamo metterci dalla parte di Erode che reagisce con violenza per paura di veder messa in ombra la sua grandezza? O da quella degli scribi, che conoscono la verità, ma non si lasciano penetrare da essa? Oppure siamo pronti a riconoscere in Gesù colui che può dare senso e gusto alla nostra vita? Questa, in sintesi, la forte esortazione dell’arcivescovo mons. Riccardo Lamba, che interpella nel profondo coloro che, nonostante le temperature rigide e qualche fiocco di neve, la sera dell’Epifania hanno raggiunto la Cattedrale di Udine per la S. Messa presieduta dal Pastore. In mattinata l’Arcivescovo era nel duomo di Gemona, per presiedere la Messa del Tallero, e nel pomeriggio, al termine dei Vespri solenni, ha simbolicamente consegnato alle autorità il Messaggio di Papa Leone per la 59ª Giornata mondiale della pace. Proprio il tema della pace è stato più volte ripreso da mons. Lamba nelle omelie dell’Epifania, a Gemona come a Udine.

Foto di Simone Carlini
Foto di Simone Carlini

Nella giornata della «manifestazione del Signore», l’Arcivescovo ha ricordato tra l’altro che «la gloria di Dio non ha trovato sempre accoglienza». Il riferimento, in richiamo al Vangelo del giorno, va agli scribi, che «non si sono lasciati cambiare dalla luce» e ancor più ad Erode. «Non è una figura molto diversa da alcune dei nostri tempi, persone che pensano di essere onnipotenti e pensano che con la forza e con la potenza si possano risolvere i problemi di questa umanità». È invece solo Gesù, principe della pace, che può «cambiare il cuore delle persone – ha ricordato mons. Lamba –. Solo lui può proporre il cambiamento vero, non con la forza, non con gli eserciti, ma con l’amore e la misericordia». Da qui l’invito conclusivo a seguire l’esempio dei Magi, «che con umiltà sono stati gli unici che sono riusciti a mettersi in movimento per arrivare fino a quel bambino, portando con sé ciò che avevano di più prezioso».

Anche noi, come loro, siamo chiamati a fare il nostro percorso di fede senza stancarci», ha esortato l’Arcivescovo, «consegnando quotidianamente al Signore la nostra persona e riconoscendo nei segni umili della nostra vita le indicazioni che vengono dalla volontà di Dio. In questa solennità dell’Epifania anche noi vogliamo aprirci alla contemplazione e all’adorazione di questo bambino fragile che chiede di essere amato e curato perché è così che lui può prendersi cura, con il suo amore, di ciascuno di noi e può trasformare realmente anche la nostra vita».

Valentina Zanella

Articoli correlati