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Festa della Vita, l’Arcivescovo: «La strada della vita è già tracciata da Dio»

È stata celebrata sabato 31 gennaio nella Basilica della Beata Vergine delle Grazie, gremita di fedeli, la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Udine alla vigilia della Giornata per la Vita. Alla celebrazione hanno concelebrato i Padri Servi di Maria, custodi del Santuario, insieme ad altri sacerdoti e diaconi della diocesi, oltre a una foltissima assemblea. Un momento intenso di preghiera e di comunione ecclesiale che ha introdotto la veglia eucaristica notturna. Durante la celebrazione, l’Arcivescovo ha inoltre benedetto tutte le mamme in attesa presenti in Basilica.

L’assemblea della Messa del 31 gennaio

Lamba: «L’identità di Gesù è nelle Beatitudini»

Prendendo le mosse dal Vangelo di Matteo, l’Arcivescovo ha ricordato come il Discorso della montagna segni l’inizio della predicazione di Gesù come nuovo Mosè: una parola che si pone in continuità con la Legge antica, ma che introduce una novità radicale, il Vangelo, la Buona Notizia. È in questo contesto che risuona l’invito di Gesù alla conversione, intesa non come un semplice cambiamento morale, ma come un autentico cambio di mentalità, di sguardo e di modo di rapportarsi a Dio, agli altri e alla storia.

Alla domanda su come convertirsi, «il Vangelo – ha sottolineato l’Arcivescovo – offre una risposta chiara: il “come” è Gesù stesso. È la sua vita, il suo modo di vedere, di discernere, di decidere e di relazionarsi che manifesta la vicinanza del Regno di Dio. Le Beatitudini, infatti, non sono soltanto un insegnamento etico, ma rivelano in filigrana l’identità di Gesù e il cammino proposto ai discepoli di ogni tempo».

Annunciando le Beatitudini, Gesù racconta la propria beatitudine: una gioia che nasce da una relazione filiale e profonda con il Padre e da una vita donata ai fratelli. «Non si tratta di una felicità istintiva o frutto di sforzi volontaristici, né di una rassegnazione davanti alla sofferenza, ma del vivere in modo autentico il dono della vita».

La vita? «Non una scorciatoia di successo, benessere o potere»

In questo orizzonte si inserisce il riferimento alla Giornata per la Vita. «Gesù ha vissuto la sua esistenza come dono ricevuto e restituito, in piena comunione con il Padre e nella totale obbedienza alla sua volontà: una vita segnata da un amore puro, libero, gratuito e misericordioso, ma incarnato in condizioni concrete di povertà, afflizione, rifiuto, ingiustizia e persecuzione».

Proprio dentro queste prove – ha ricordato l’Arcivescovo – Gesù ha vissuto come Beato. «La fonte di questa beatitudine è stata la sua profonda unione con il Padre, un legame di amore capace di sostenerlo e di dargli consistenza anche nei momenti più duri. È un messaggio che interpella direttamente anche i credenti di oggi: la strada della vita è già tracciata, ma non è una scorciatoia fatta di successo, benessere o potere».

L’Arcivescovo con il Santissimo Sacramento verso l’altare della Beata vergine delle Grazie

«Non lasciamoci sedurre dai falsi miti di oggi»

L’invito finale è stato quello a non lasciarsi sedurre dai falsi miti del nostro tempo, ma a invocare con fiducia e perseveranza la grazia di seguire Gesù. «Solo così – ha concluso l’Arcivescovo – il dono della vita ricevuto potrà diventare, anche per ciascuno di noi, una vita davvero beata, secondo la promessa delle Beatitudini».

Al termine della celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo ha dato inizio all’adorazione eucaristica notturna, che si è protratta per tutta la notte. L’adorazione è animata da diversi gruppi di spiritualità e dalla pastorale giovanile, in un continuo avvicendarsi di preghiera, silenzio e meditazione davanti al Santissimo Sacramento.

La preghiera notturna

La veglia notturna per i bambini non nati

Quando la sera scende su Udine e la città rallenta il suo passo, nella Basilica della Beata Vergine delle Grazie si accende una luce diversa. È quella che nasce dalla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, davanti alla quale la Chiesa diocesana sceglie di vegliare nella notte, affidando a Dio la vita più fragile.

L’adorazione eucaristica notturna, promossa dall’Arcidiocesi di Udine, ha preso avvio al termine della Santa Messa di sabato 31 gennaio 2026, alle ore 20.30. Con l’esposizione del Santissimo Sacramento sull’altare posto davanti all’icona della Beata Vergine Maria delle Grazie, l’Arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha compiuto un gesto semplice e solenne. Un gesto che ha dato inizio a una lunga notte di preghiera, destinata a concludersi alle prime luci del mattino, alle ore 7 di domenica 1 febbraio.

Anche diverse collaborazioni pastorali della diocesi si sono unite in preghiera, anche spiritualmente, a sostegno della vita. Un impegno che continuerà nei giorni successivi, confermando come la cura per i più piccoli e le famiglie sia parte viva della vita delle nostre parrocchie in diocesi.

Bruno Temil

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