La ricostruzione dopo il terremoto è diventata uno degli elementi che costituiscono l’identità friulana. Anche per questo motivo, nell’anno del 50° del sisma, l’edizione 2026 della Fieste de Patrie dal Friûl, in programma il prossimo 12 aprile, si svolgerà ad Artegna e Montenars, due paesi che nel 1976 furono tra i più colpiti. Non solo, Montenars è il paese natale di Pre Checo Placerean, il sacerdote che un anno dopo il terremoto, nel 1977 fu l’ideatore della Fieste de Patrie che si svolse ad Aquileia.
«Quest’anno la Fieste de Patrie – ha affermato alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, giovedì 2 aprile nella sede della Regione, Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, l’Agenzia regionale per la lingua friulana che, in collaborazione con l’Istitut Ladin Furlan Pre Checo Placerean promuove la ricorrenza riconosciuta dalla Regione Fvg per legge nel 2015 – vuole valorizzare un personaggio, Pre Checo, che dando avvio a questa celebrazione, ha collegato lo sforzo per la ricostruzione del Friuli dalle macerie alla riscoperta della sua identità». Non solo, proprio l’area di Montenars e Artegna, dall’analisi sociolinguistica realizzata dall’Arlef, è risultata essere una delle zone del Friuli, ha proseguito Cisilino, in cui «sono più diffusi l’utilizzo della lingua friulana e la consapevolezza della sua importanza identitaria. Senza contare che l’Isituto Magrini Marchetti di Gemona è uno di quelli più attivi nell’insegnamento della marilenghe».
«Per Artegna – ha affermato il sindaco Alessandro Marangoni, facendosi interprete anche del pensiero del collega di Montenars, Claudio Sandruvi – ospitare questa celebrazione è importante, un’occasione per far crescere la nostra comunità, mostrare quello che siamo e quello che potremo fare in futuro».
La Fieste de Patrie non è legata solo alla lingua friulana, ma più in generale all’identità di una terra che ha la sua radice nel Patriarcato di Aquileia, realtà che riuniva culture e lingue diverse, latina, germanica, slava che tutt’oggi continuano ad essere parlate nella Regione Fvg, unicum in Europa. La Fieste de Patrie, infatti, ricorda la data del 3 aprile 1077 quando l’imperatore Enrico IV a Pavia, con un diploma, concesse a Sigeardo, patriarca d’Aquileia, la signoria temporale sulla contea del Friuli.
«La Festa della Patria del Friuli – ha affermato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti – esprime un valore profondo di identità, memoria e comunità». E il 50°del terremoto dà quest’anno alla festa «un significato ancora più intenso richiamando il dolore della tragedia e insieme la ricostruzione di un territorio, la forza di una comunità e il coraggio con cui il Friuli si è rialzato».
Il programma
La giornata del 12 aprile prevede alle 9.30, nella chiesa di Santa Maria Nascente, ad Artegna, la Santa Messa in friulano, celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco (diretta su Telefriuli). Alle 11, nel Teatro mons. Lavaroni, la celebrazione civile, con la folk rock band “Corte di Lunas” che eseguirà l’Inno del Friuli, cui seguirà la lettura della bolla imperiale.
Nel corso della cerimonia sarà tra l’altro presentato il video del canale YouTube YoupalTubo dal titolo “Parcè che il Friûl si clame Patrie”. Alle 13 ci sarà il pranzo in Borgo Curminie 29 a Montenars, con la presenza di Dario Zampa (iscrizioni: istitutladinfurlan@libero.it). Dalle 15.30, con partenza dal teatro Lavaroni di Artegna, passeggiata storico-archeologica al colle San Martino, Castello Savorgnan e parco archeologico (prenotazioni: info@riscoperte.it).
La Fieste sarà preceduta giovedì 9 aprile, alle 20.45 nel Municipio di Artegna dalla lettura scenica “Rombo. Live book” di e con Martina Delpiccolo e Fabiano Fantini, tratta dal romanzo di Esther Kinsy che indaga la memoria del terremoto. Sabato 11 aprile, alle 20, nel centro polifunzionale mons. Quagliaro di Montenars l’incontro su “L’ereditât di Pre Checo a 40 agns de sô muart”.
In conferenza stampa è stata anche ricordata l’iniziativa “Acuile in Comun”: sui palazzi di 130 Comuni aderenti è stata installata un’aquila, simbolo della Patrie, realizzata dal designer Stefano Borrella e City Adv.
Accanto agli eventi di Artegna e Montenars, la Fieste prevede un calendario di oltre 150 appuntamenti promossi dagli oltre 80 comuni che hanno aderito al bando regionale.














