«Le nostre città conoscono purtroppo forme di emarginazione, violenza e solitudine che chiedono di essere affrontate. Vorrei richiamare l’attenzione, in particolare, sulla piaga del gioco d’azzardo, che rovina molte famiglie. Le statistiche ne registrano in Italia un forte aumento negli ultimi anni. Come sottolinea Caritas Italiana nel suo ultimo Rapporto su povertà ed esclusione sociale”, si tratta di un grave problema educativo, di salute mentale e di fiducia sociale».
È quanto ha detto papa Leone XIV ricevendo in udienza i sindaci dell’Anci, il 29 dicembre. Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha subito commentato di aver trovato conforto e stimolo in queste parole. Dal 1° gennaio, infatti, è entrata in vigore a Udine un’ordinanza che stabilisce nuovi orari per le sale giochi e per l’uso delle slot machine (o comunque degli apparecchi con vincite in denaro). Con l’obiettivo, ben s’intende, di «limitare il gioco d’azzardo» e «rendere gli orari meno attrattivi per le fasce di popolazione più vulnerabili».
Sono dunque previste due pause obbligatorie del gioco, dalle ore 13 alle 14 e dalle 19 alle 20. Durante le fasce di sospensione, tutti gli apparecchi dovranno essere effettivamente spenti. E tutti gli esercizi interessati dovranno esporre in modo ben visibile cartelli che indichino gli orari. Il mancato rispetto degli orari potrà comportare sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra 500 e 3.000 euro. Chi non esporrà i cartelli informativi sarà punito con sanzioni più contenute, da 250 a 1.500 euro. Nei casi di violazioni ripetute, si incorre nello stop dell’attività per un periodo che può andare da dieci a sessanta giorni.
Come ha spiegato il vicesindaco Alessandro Venanzi, l’approccio scelto è «graduale», ancorché «orientato alla tutela della salute pubblica». Infatti le sale giochi potranno restare aperte per un massimo di 13 ore al giorno, nella fascia tra le 7 e l’1, mentre gli apparecchi presenti in esercizi commerciali saranno attivi 8 ore al giorno, tra le 9 e le 23. Le fasce di sospensione sono state suggerite dal Dipartimento delle Dipendenze e Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale. Dipartimento che ha individuato come l’orario compreso tra le 12.30 e le 14.30 risulti il più esposto per i giovani in età scolastica, mentre la fascia tra le 18 e le 20 sia quella in cui «si registra una maggiore frequentazione dei locali da parte di giovani lavoratori e di persone che vivono condizioni di fragilità o solitudine».
«Questa ordinanza rappresenta un primo passo verso una logica di maggiore attenzione alle persone e alle categorie più fragili. Adeguiamo la città al contesto normativo regionale e iniziamo a intervenire in modo intelligente e coerente, introducendo orari meno attrattivi per giovani e anziani. L’obiettivo è limitare lo stimolo al gioco e rafforzare una cultura della prevenzione, mettendo al centro la salute e il benessere della comunità», spiega il sindaco Alberto Felice De Toni. Incontrando i sindaci dell’Anci – una delegazione anche del Fvg – il Papa ha aggiunto che «non possiamo dimenticare anche altre forme di solitudine di cui soffrono molte persone: disturbi psichici, depressioni, povertà culturale e spirituale, abbandono sociale. Sono segnali che indicano quanto ci sia bisogno di speranza. Per testimoniarla efficacemente, la politica è chiamata a tessere relazioni autenticamente umane tra i cittadini promuovendo la pace sociale».
Ancora, agli amministratori, accompagnati dal presidente della Cei, il cardinale Zuppi, Papa Leone ha fatto presente «la crisi demografica e le fatiche delle famiglie e dei giovani, il grido silenzioso dei poveri, l’inquinamento dell’ambiente e i conflitti sociali», osservando che tutte queste realtà «non vi lasciano indifferenti» poiché «le nostre città non sono luoghi anonimi, ma volti e storie da custodire come tesori preziosi». «Si diventa sindaci giorno dopo giorno – ha rassicurato –, crescendo come amministratori giusti e affidabili». A questo scopo, Prevost ha indicato come modello il venerabile Giorgio La Pira, rappresentante di spicco del cristianesimo sociale, tre volte sindaco di Firenze.
F.D.M.













