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Grado. Barbana day, ripulita l’isola santuario

Sono partiti di buon mattino dall’imbarcadero di Riva Scaramuzza di Grado, in direzione isola santuario di Barbana: sono semplici cittadini, volontari di associazioni del territorio della Bassa Friulana, mossi dal legame profondo con uno scrigno di devozione, storia e cultura, incastonato nella bellezza della Laguna di Grado.

In tutto un’ottantina di volontari che ha dato vita, sabato 28 marzo, ad una nuova edizione, la terza, del “Barbana day”, una giornata dedicata a rimettere a posto il luogo che è anche tappa zero del Cammino Celeste (che arriva fino al Monte Lussari).
“Armati” di rastrelli, vanghe, motoseghe, carriole, scope e tanta buona volontà, hanno curato il verde sfalciando prati, potando rose, ortensie e alberi, mettendo pure a dimora nuove piante; c’è chi si è dedicato all’orto (con tanto di semina) dove trovano spazio verdure tipiche della laguna e pure il basilico dall’inconfondibile profumo, chi ha ristrutturato le panchine del parco, chi ha ripulito i moli dalle ostriche, chi ha sistemato il grande pollaio. Anche la foresteria “Domus Mariae” (apre dal 1° aprile al 31 ottobre, su prenotazione), all’interno del Monastero, con una cinquantina di posti letto, è stata pulita ed è pronta ad ospitare i pellegrini che desiderano sostare per qualche giorno a Barbana.

Insomma, un affiancarsi di braccia e tanto entusiasmo ai monaci benedettini della comunità brasiliana che da gennaio 2020 (sostituendo i frati francescani) abita l’isola, occupandosi dell’accoglienza dei pellegrini e delle celebrazioni liturgiche.

Un terzo riuscitissimo appuntamento di un percorso avviato dal Consiglio per gli affari economici del Santuario, dedicato alle manutenzioni e alla pulizia in vista dell’avvio della bella stagione, dandosi nuovamente appuntamento all’arrivo del freddo, quando il “Barbana day”, con una ripulita dell’isola, “chiuderà” ufficialmente la stagione dei pellegrinaggi.
In futuro – spiega Leonardo Tognon del Consiglio per gli affari economici di Barbana che ha contribuito a”radunare” i volontari –, l’intento è proseguire nella cura dell’isola, rendendola anche autonoma dal punto di vista energetico».

Barbana, storia millenaria di devozione

Si estende su circa tre ettari e dista cinque chilometri da Grado. L’isola santuario di Barbana – abitata in modo stabile da una comunità di monaci benedettini – «vanta una storia millenaria – illustra il rettore don Sinuhe Marotta, che è anche parroco di Cervignano – ed è dal 582 che qui è censito il culto mariano».

Il Santuario di Barbana

Secondo la tradizione, in seguito ad una violenta mareggiata che minacciò Grado e al ritrovamento, dopo la tempesta, dell’immagine della Madonna trasportata dalle acque proprio sull’isola, venne eretta una prima chiesa come ringraziamento alla Vergine per aver salvato la cittadina. «A Barbana ci si affida all’intercessione della Madre del Signore – aggiunge il sacerdote – non solo per avere la forza di affrontare le vicende della vita, ma anche perché i cuori degli uomini vadano verso la pace».

 

Monika Pascolo e Valentina Pagani

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