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Montagna

Tolmezzo, commosso saluto ad Anna e Teresa, esempio di fede e amore per la vita

La comunità di Tolmezzo si è stretta nel dolore e nella preghiera per l’ultimo saluto a Teresa Cucchiaro, ricongiuntasi in cielo alla sorella Anna dopo soli tre giorni. Un legame, il loro, che la morte non ha voluto sciogliere, confermando nell’eternità quell’unione discreta e tenace che le aveva accompagnate per tutta la vita.

Anna Cucchiaro
Teresa Cucchiaro

Durante le esequie in Duomo, martedì 13 gennaio, mons. Angelo Zanello ha tratteggiato con commozione il profilo delle due sorelle, definendo quella di Teresa una “vita santa”. Una santità semplice e quotidiana, vissuta nel silenzio, nell’affidamento a Dio e in una sofferenza portata con estrema discrezione.

La stessa fede luminosa era stata riconosciuta pochi giorni prima in Anna: entrambe, con la loro esistenza, hanno testimoniato alla famiglia e alla parrocchia che Dio non smette mai di operare, anche nelle fragilità del presente.

Don Angelo ha sottolineato ancora nella sua omelia come Teresa e Anna abbiano vissuto con la consapevolezza che solo in Dio l’esistenza trova il suo vero compimento. La comunità tolmezzina le affida insieme al Signore, custodendone l’esempio di una fedeltà silenziosa che continua a parlare anche oltre la soglia della morte: «Io sono la risurrezione e la vita».

«Sempre unite nella vita, Teresa e Anna si sono sostenute con discrezione e amore fino all’ultimo passo, testimoniando un legame che va oltre il tempo terreno – commenta il tolmezzino Bruno Temil –. Le ho conosciute attraverso i racconti di mia suocera Argentina, che lavorava con Teresa in ospedale tra il 1960 e il 1970. Negli anni Ottanta le incontrai più da vicino, vedendole partecipare con devozione a ogni Santa Messa in ospedale. La loro fede semplice e profonda era una luce per chiunque le incontrasse. Attraverso di loro traspariva anche l’amore per il borgo degli Sfleus, reso ancora più prezioso dalla cappella dedicata alla Madonna, luogo che arricchiva la loro spiritualità quotidiana».

«Ricordo con affetto quando, da chierichetto, accompagnavo mons. Franco Puntel a casa loro – continua Temil – per portare la Comunione. Più recentemente, mons. Angelo Zanello mi ha affidato lo stesso servizio, e ogni volta entrare nella loro casa era un dono: l’altarino già preparato, pronto ad accogliere la teca con l’Eucaristia, parlava della loro devozione silenziosa e profonda. Teresa viveva questi momenti con grande commozione e gratitudine, come se ogni visita fosse un incontro con Dio stesso».

Un ricordo speciale resta impresso nella memoria di Temil: «al termine della Comunione, Teresa intonava con dolcezza “Quando nell’ombra cade la sera…”, cantando insieme ad Anna, come in perfetta armonia con il coro degli angeli». «Siamo profondamente grati a Teresa e Anna per l’esempio silenzioso di fede e di amore per la vita e per Dio: il loro cammino continua a benedire chiunque abbia avuto la grazia di incontrarle».

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