«Si è imbarcato sulla barca della Chiesa, ha affrontato la dura navigazione della vita ecclesiale, si è fatto portavoce del grido di tanti poveri, fragili, di tanti uomini disperati. È stato capace di portare la gioia, lo stupore dell’incontro con il Signore Risorto». Così mons. Riccardo Lamba ha ricordato il compianto vescovo friulano Raffaele Nogaro, scomparso all’età di 92 anni lo scorso 6 gennaio, nel corso di una Messa celebrata a Udine il 9 gennaio in contemporanea con le esequie del presule, svoltesi nella Cattedrale di Caserta.
Le parole dell’ultima omelia di Nogaro, pronunciata il 4 gennaio, sono state definite da mons. Lamba un «testamento spirituale. Ma anche – ha proseguito l’Arcivescovo di Udine – un’indicazione per continuare a navigare di giorno e di notte con la nostra Chiesa, con questa umanità che soffre, per portare ancora la gioia del Vangelo e l’amore di Gesù».
Presente al funerale a Caserta una delegazione dell’Arcidiocesi di Udine guidata dal vicario generale mons. Dino Bressan. «È stato un momento importantissimo e pieno di emozione – ha raccontato -; all’inizio della Messa il Vescovo della diocesi casertana ha ricordato il significato della presenza di Nogaro in quella terra». Nella sua omelia esequiale, il cardinale Domenico Battaglia, ricorda mons. Bressan, «ha definito Nogaro un “innamorato di Cristo” che ha scelto Gesù fin dall’inizio della sua vita cristiana, in particolare da quando era parroco del Duomo di Udine. Semplicemente scegliendo Cristo ha sposato la gente, le sue povertà e tutte le cause di fragilità. Senza dimenticare aspetti culturali, la lotta per l’università a Caserta, la lotta contro le mafie e la camorra in particolare, la lotta per la pace, ma anche il sostegno alle comunità terapeutiche per aiutare i giovani a uscire dal mondo della droga. E pure l’impegno per le vocazioni sacerdotali e religiose».
Nell’edizione de La Vita Cattolica in uscita il 14 gennaio prossimo sarà pubblicato un approfondimento sulle esequie di mons. Nogaro.













