Cento anni insiemeChiesa

L’affetto di mons. Nogaro per Vita Cattolica. Diceva: «L’aspetto con impazienza»

«Il mio rapporto con “la Vita Cattolica” è di carattere sentimentale in prevalenza. Attendo il settimanale con impazienza, a ogni numero ricevo la grazia della sorpresa. Sono lontano da casa e “la Vita Cattolica” è lo strumento dell’incontro con la mia gente e con la mia Chiesa di origine. Un incontro sempre felice». Era il 1993 quando mons. Raffaele Nogaro, allora Vescovo di Caserta, dedicò queste parole al settimanale diocesano. Sabato 7 febbraio, nel trigesimo della morte, il presule noto per le sue battaglie contro la corruzione e la mafia, per la pace e in difesa degli ultimi, è stato ricordato con una Messa a Gradisca di Sedegliano, suo paese natale, e il giorno successivo in Cattedrale a Udine. Alle celebrazioni – oltre al nipote, don Plinio Donati, era presente il casertano don Nicola Lombardi, sacerdote che più di ogni altro è stato vicino a mons. Nogaro in particolare nelle ultime fasi della vita e che ha annunciato la costituzione di una Fondazione a lui intitolata, per continuare a far conoscere il messaggio del Vescovo e, nel suo nome, continuare il suo impegno e le sue innumerevoli opere a favore anche della legalità e della giustizia.

Così scriveva ancora mons. Nogaro della Vita Cattolica. «Ritrovo, in ogni pagina, gli echi della mia civiltà umana e cristiana e i sapori genuini della mia terra. Mi lascio volentieri avvolgere e educare dai numerosi ed intensi messaggi che il giornale propone, perché essi percorrono in modo congeniale le vie del mio spirito e tutte le vie del mio cuore. Sì, “La Vita Cattolica” mi fa sentire friulano nel meridione d’Italia». E continuava: «Parla con la coscienza del lavoro, con l’ambizione di servire la comunità degli uomini, con il senso del dovere sociale, con la cura della giustizia, con la cultura della verità e della pace, con il gusto della libertà, con quel senso convinto della solidarietà, con una fede asciutta e tenace, che rendono significativa la testimonianza del popolo friulano anche fuori dai confini della “Piccola Patria”. Il settimanale, poi, è fatto bene. La composizione delle parti è giudiziosa ed armonica. Soprattutto, il contenuto convince. Non fa mai occasionale e dispersiva informazione. Ma fa opinione; crea sensibilità cristiana. Ha evidentemente una personalità vigorosa».

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