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Lavoto a 106 perone disabili col metodo Ips. Workshop a Udine il 30 gennaio

Nel 2025, 106 persone seguite dai Servizi di salute mentale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc) sono state assunte con regolare contratto di lavoro, ben 20 a tempo indeterminato, grazie all’applicazione di un innovativo progetto di collocamento e supporto individuali, messo in atto dal Consorzio Il Mosaico.
Di questi risultati e degli altri obiettivi da raggiungere nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate si parlerà nel workshop che si terrà venerdì 30 gennaio, dalle ore 9 alle 13.30, nella sala convegni della Torre di Santa Maria in via Zanon, 24 a Udine.
In lingua inglese la nuova metodologia, sperimentata già da alcuni anni in Friuli è definita come “Individual placement and support”, ridotta all’acronimo Ips, che tradotta in italiano corrisponde proprio a “collocamento e supporto individuali”.
«Si tratta di un modello basato sulle prove, sulle evidenze, (evidence-based in anglosassone) – racconta Marco Peronio, direttore del Consorzio di Cooperative sociali Il Mosaico – sviluppato nell’ambito dei servizi di salute mentale per l’inclusione lavorativa e riconosciuto a livello internazionale come lo strumento più efficace per favorire l’accesso al lavoro delle persone con disturbi mentali. Il metodo si fonda su alcuni principi chiave, come l’impossibilità di escludere persone, l’avvio rapido al lavoro, la centralità delle preferenze e competenze, l’accompagnamento individuale e continuativo, anche dopo l’assunzione, nonché l’integrazione operativa tra servizi sanitari e contesto lavorativo. Numerose ricerche internazionali dimostrano che l’Ips consente a più del 50% delle persone seguite di ottenere un impiego regolare, con risultati superiori rispetto a modelli tradizionali d’inserimento lavorativo».
«In Italia – prosegue Peronio – il metodo Ips è stato inserito nel Piano d’azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, come unica metodologia basata sulle evidenze per l’inclusione lavorativa delle persone con disturbi mentali, in quanto capace di promuovere recupero, autonomia e inclusione sociale. Nel territorio dell’Asufc, il metodo Ips è stato sviluppato e implementato in collaborazione con il Consorzio Il Mosaico, diventando parte integrante delle pratiche di presa in carico. Tutto ciò confermando che l’Ips non è solo uno strumento clinicamente e socialmente efficace, ma anche sostenibile economicamente, grazie a interventi mirati e personalizzati, riduzione di percorsi lunghi e inefficaci, valorizzazione delle risorse già presenti nei servizi, impatto positivo sull’autonomia delle persone e, nel medio periodo, sulla riduzione dei costi assistenziali».
I settori d’impiego sono i più diversi, dall’agricoltura ai servizi, all’edilizia ed altri, con mansioni di base, come operai, impiegati, addetti, ma anche per ricoprire competenze particolari, qualificate. Le persone non vengono seguite direttamente nelle aziende, ad evitare lo stigma sociale della malattia mentale, che purtroppo comporterebbe ancora l’emarginazione, fino all’abbandono, però i singoli occupati sanno di poter contare sul supporto esterno e conoscono direttamente gli operatori dei servizi sanitari prontamente disponibili.
«Alla luce dei risultati ottenuti – conclude Peronio – l’incontro pubblico vuole approfondire le possibili applicazioni del metodo Ips oltre l’ambito della salute mentale».
Il workshop sarà aperto da Marco Bertoli, direttore del Dipartimento delle Dipendenze e salute mentale dell’Asufc. Dopo i saluti introduttivi di Luca Fontana, presidente de Il Mosaico, e Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Salute, interverranno Angelo Fioritti, già direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria di Bologna, Nadia Battello, educatrice professionale al Csm di San Daniele, Gianluca Stocchi, referente Ips per Il Mosaico, Frida Miotto, responsabile del Collocamento mirato della Regione, Corrado Cappa, già direttore della del Dsm di Piacenza, Fabio Albano, direttore esecutivo di Ipsilon Ips.
Seguirà la tavola rotonda con Alberto Peressini, direttore dell’Area dipendenze Alto Friuli, Franco Bin, direttore di Neuro-psichiatria infantile dell’Asufc, Carlo Francescutti, direttore sociosanitario dell’Asfo.
L’evento prevede l’assegnazione di 4 crediti Ecm al personale sanitario. Per iscrizioni:
https://formazione-asufc.sanita.fvg.it

Flavio Zeni

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