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Cronaca

Libertà è assenza di muri e filo spinato

Al centro degli interventi per il 25 aprile in Friuli il grido di dolore per un’Europa che pensa di risolvere le sue emergenze “chiudendo frontiere, innalzando muri”

Tanti partecipanti alle manifestazioni a Triesce, Cividale e Udine per il 25 aprile, 71° anniversario della Liberazione del Nazifascismo. A Udine e Cividale il presidente del Consiglio regionale, , in rappresentanza della Regione, ha ricordato che “i valori testimoniati da quanti vissero e affiancarono la Resistenza sono gli stessi su cui fondano l’Italia repubblicana e l’Unione europea”, sottolineando che “chi ha combattuto la Guerra di Liberazione era guidato dall’aspirazione a vivere in un mondo migliore e più equo, e a riaffermare libertà e democrazia”. Iacop ha quindi rimarcato che “non può essere una formalità, un esercizio retorico, ricordare tutto ciò e ripetere ogni anno queste parole: perché questi sono ideali attuali – e da realizzare compiutamente – per popoli di tanti Paesi attorno a noi, anche in un’Europa pacificata e senza confini ma che, assillata da pressioni migratorie, crisi economica, rigurgiti xenofobi e minacce terroristiche, pensa di risolvere queste emergenze chiudendo frontiere, innalzando muri, stendendo fili spinati”.

A Udine, il sindaco ha ricordato che i “totalitarismi e la tortura sono dolorosamente e drammaticamente ancora attuali nel mondo. Giulio Regeni giovane figlio di questa terra è stato selvaggiamente e crudelmente trucidato, proprio come i 500 della Caserma Piave, perché colpevole di anelare alla liberazione dei tanti popoli di questo pianeta ancora oppressi da totalitarismi”. Proprio per onorare la memoria di Regeni e rendere perenne la richiesta di Giustizia universale fatta nel suo nome, “il vice presidente del Consiglio Comunale di Udine, Franco Della Rossa ha proposto di intitolargli il nuovo terminal studenti, al quale giungono ogni giorno da tutto il Friuli svariate migliaia di giovani per studiare a Udine. Lo slancio di un giovane idealista figlio del Friuli, ma cittadino del mondo, sarà esempio così per tutte le generazioni future di studenti friulani”.

A Pordenone, la presidente della Regione, , ha invitato a non dimenticare “che la Resistenza fu la culla della libertà, da cui poté germogliare la visione di un’Europa diversa, unita e solidale: sarebbe un terribile passo indietro tradire quell’ideale”. “E’ del tutto condivisibile il monito di mons.Pellegrini contro l’emergere di individualismi e egoismi”, ha continuato la presidente della Regione ricordando l’omelia del vescovo di Concordia e Pordenone, precisando che “mantenere saldi i sentimenti di comunità, di solidarietà e tolleranza, che sono segno caratteristico della nostra civiltà europea e che proprio in questi giorni vediamo messo in grave discussione, non solo è dovere storico e culturale ma anche lungimiranza politica”. Per Serracchiani, inoltre, “l’avanzata di ideologie che propugnano la chiusura e l’isolamento, anche in un Paese amico e vicino come l’Austria, ci preoccupano e rischiano di rendere più difficili le già consolidate relazioni transfrontaliere”. “Le parole del presidente Mattarella – ha concluso Serracchiani – riassumono il senso di un compito europeo cui non si assolve ricreando i piccoli Stati nazionali d’anteguerra. Imparare dal passato significa anche evitare gli errori che hanno causato tragedie, sapendo che il crollo non arriva di colpo ma si produce giorno per giorno e un pezzetto alla volta”.

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