Un impegno quotidiano di attenzione verso l’altro, nel segno della comunità. Un’attenzione che va avanti da 35 anni e che nel tempo è progressivamente cresciuta e maturata. C’è stato questo al centro della serata – venerdì 23 gennaio – voluta per festeggiare il “compleanno” della Caritas parrocchiale di Majano nata nel 1991.
Un momento di comunità importante non tanto per celebrare un traguardo, ma soprattutto per fermarsi, volgere lo sguardo sul lavoro svolto e poi rilanciare in avanti il proprio impegno.
Alla serata – in una sala Del Pin gremita – sono intervenuti per la Caritas diocesana di Udine Tommaso Nin, referente dell’Osservatorio Povertà e Risorse, e Cristina Pitassi, referente dei Centri di Ascolto.
Dopo la loro introduzione di contesto sulla rete territoriale di Caritas, è intervenuta Daniela Geretti, coordinatrice della Caritas parrocchiale, che ha ripercorso con parole e immagini la storia del sodalizio majanese.
«La nostra Caritas è nata rispondendo a un appello lanciato dalla diocesi per aiutare la popolazione di Sebenico, in Croazia, erano infatti gli anni delle guerre nei Balcani – ha raccontato Geretti –. Da lì è maturato il desiderio di dar vita a una realtà che aiutasse la comunità a riconoscere le nuove povertà come la solitudine, la diffidenza, l’insicurezza e un crescente egoismo. Lo stile che abbiamo scelto è stato quello dell’interazione con tutti i gruppi parrocchiali, così da comprendere sempre di più il valore della condivisione delle proprie energie a beneficio di tutti».
Le iniziative si sono così via via moltiplicate: la «Giornata Caritas» l’8 dicembre per raccogliere offerte da destinare a situazioni di necessità vicine e lontane; la lettura meditata della lettera pastorale dell’allora arcivescovo mons. Alfredo Battisti «Famiglia friulana, riscopri la tua identità cristiana»; le «Giornate missionarie».
L’aumento progressivo del numero di cittadini e cittadine di origine straniera (sin dagli anni Novanta) ha portato con sé anche un lavoro volto a promuovere la reciproca conoscenza, nel 2014 è stata anche avviata una scuola di italiano. Importantissima poi l’esperienza del volontariato penitenziario che ha visto il coinvolgimento di un nutrito gruppo di cantori durante le celebrazioni liturgiche nel carcere di Tolmezzo. Fondamentali poi la formazione dei volontari e l’ascolto di importanti testimoni di fede come don Oreste Benzi.
A lungo la Caritas parrocchiale di Majano ha anche gestito la raccolta e distribuzione di vestiti. Infine, nel 2013, su sollecitazione di mons. Emidio Goi, alcuni volontari e volontarie hanno avviato anche il Centro di Ascolto che per dieci anni ha operato in collaborazione con il Centro di San Daniele, per poi nel 2024 diventare autonomo, collegato direttamente con la Caritas diocesana di Udine e lavorando in rete con i Servizi sociali del territorio.
Significativi anche i numeri, ne citiamo alcuni. In questi 35 anni hanno collaborato con la Caritas parrocchiale 128 volontari. In carcere i ragazzi e le ragazze del coro hanno partecipato a 208 celebrazioni liturgiche. Oltre mille i colloqui con circa 190 persone detenute. La scuola di italiano è stata frequentata da 39 persone di 18 nazionalità diverse, 6 le volontarie e i volontari (ex insegnanti) che hanno garantito il percorso. Nel corso del tempo sono stati seguiti 136 nuclei familiari per complessive 379 persone. A dare testimonianza dell’importante ruolo svolto dalla Caritas parrocchiale nel tessuto sociale della comunità sono state l’assistente sociale Carla Minisini e la sindaca di Majano, Elisa De Sabbata.
Chiudendo la serata, il parroco, don Dariusz Gudajczyk, ha posto l’accento sulla vitalità del servizio, una dei primi aspetti che tre anni fa, al suo arrivo a Majano, l’ha profondamente colpito.
Anna Piuzzi














