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Messa crismale, l’Arcivescovo: «Siamo chiamati alla santità». E ai laici: «Pregate per i preti»

In qualche momento di dubbio o di fatica, nelle Parrocchie ci si potrebbe chiedere diversi “perché”. Perché affannarsi con mille incontri, messaggi, celebrazioni? Qual è lo scopo di tutto ciò? «Siamo chiamati alla sanità. Per noi e per sostenere il cammino di santità di altri fratelli e sorelle». Eccolo, lo scopo. Essere in Dio, con Dio.

L’ha ricordato l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba nell’omelia della Santa Messa crismale, celebrata come di consueto nel mattino del Giovedì santo in Cattedrale a Udine. Fermo restando che la Messa è un dono per tutti, questa particolare Messa è particolarmente centrata sui preti, ricordando l’istituzione del sacerdozio da parte di Cristo. Moltissimi affollano il presbiterio e i primi banchi dell’assemblea, le stole bianche (o le casule per i ventotto “giubilanti”). E quella sedia vuota per “pre Tunìn”, che avrebbe dovuto essere lì in Cattedrale a festeggiare i suoi 60 anni di sacerdozio se il Signore non l’avesse chiamato proprio ieri accanto a sé. Tra i tanti preti, sempre più numerose le presenze di presbiteri di altre Diocesi in servizio qui in Friuli. Presente alla celebrazione anche il vescovo mons. Enrico Dal Covolo, già Rettore della Pontificia Università Lateranense, in Friuli per una predicazione alle monache clarisse di Attimis.

È a tutti loro – ma non solo a loro – che mons. Lamba si rivolge quando parla di santità. «Nel “Credo” diciamo che crediamo “la Santa Chiesa Cattolica”. Quando parliamo di santità – ha ricordato il pastore – rischiamo di non essere concreti, di parlare della santità “nella vita eterna”, oppure di attribuire santità ad alcuni e non a tutti. Certo, nessuno di noi è perfetto… ma la misericordia di Dio non si stanca mai di chiamarci alla santità. Lo Spirito ci invita sempre a un’unica Chiesa, lui ci vuole santi!»

L’arcivescovo Riccardo Lamba durante l’omelia della Messa crismale

Strumenti di santificazione per sé e altri

Uno dei compiti di un Vescovo è proprio quello della santificazione. Munus sanctificandi, direbbe la teologia. Chissà se mons. Riccardo aveva in mente questa sua specifica missione quando, citando la Lettera di San Paolo agli Efesini, ha ricordato come Gesù abbia amato la Chiesa per renderla santa, purificandola affinché sia “santa e immacolata”. «Gesù santifica continuamente ciascuno di noi nella preghiera, nella celebrazione dell’Eucaristia, nella Riconciliazione, nella cura del Popolo di Dio, nell’amministrazione delle Parrocchie». È affare dei preti? Si, ma non soltanto. «È così – ha ricordato Lamba – anche nei fratelli e sorelle che vivono il matrimonio e vorrebbero vivere la santità senza fatiche e burocrazie: molti di loro continuano a restare fedeli alla santità nonostante tutto. Lui ci trasforma anche se non ce ne rendiamo conto, anche se non lo sappiamo. È bello e consolante sapere che Gesù ci sta santificando! E per un disegno misterioso della sua benevolenza ci sta chiamando a essere strumento di santificazione per tutti coloro che il Signore ci affida o che incontriamo occasionalmente».

I preti, «Gradini di santità… o pietre di inciampo»

Un passaggio forte della sua omelia mons. Lamba l’ha dedicato a un monito: «Dobbiamo essere vigilanti nelle parole, nei gesti, nei silenzi, negli atteggiamenti. Possiamo essere gradini che aiutano gli altri verso la santità, ma possiamo anche essere d’inciampo nel cammino di santità degli altri. Come sentiamo dire “quello è un santo prete”, così accade anche di dire “quel prete mi ha disturbato, offeso, turbato”, anche in senso morale».

Ai laici: «Pregate per noi preti»

Concludendo la sua omelia, mons. Lamba si è rivolto ai laici della Chiesa udinese, ma anche alle religiose presenti. Ricordando, appunto, che lo scopo ultimo della vita di chiunque – preti o no – è proprio la santità. «Viviamo questa chiamata nell’umiltà e nella solidarietà. Abbiamo bisogno che qualcuno preghi per noi, per i nostri preti e i nostri diaconi. Abbiamo bisogno delle vostre preghiere! Siamo un’unica Chiesa! Quante persone ci aiutano a correggerci… L’umanità vive conflitti e tensioni, ma aspetta che ciascuno di noi faccia il suo cammino di santità e porti nel mondo una lieta notizia».

La benedizione degli oli santi

Una Chiesa che cammina

La celebrazione è proseguita come di rito: con il rinnovo delle promesse sacerdotali, la benedizione degli Oli santi, la Liturgia eucaristica. Sullo sfondo, le note del coro – composto quasi esclusivamente da preti – ha accompagnato i diversi momenti: «Gesù Cristo ha fatto di noi un regno… e ci ha costituiti sacerdoti per Iddio, Padre suo», cantano i ritornelli. È una Chiesa che cammina, preti, religiosi e laici, e che nella sua molteplicità di ministeri e carismi si avvia, passo dopo passo, caduta dopo rialzata, verso la santità. «Credo la Chiesa…»

G.L.

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