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Messa, incontri, concerti. La Regione presenta il programma commemorativo del 50° del terremoto. Fedriga: «Territorio resiliente»

Il Friuli ringrazia e non dimentica. Cinquant’anni dopo il terribile 1976, anno del devastante terremoto, la Regione Friuli-Venezia Giulia fa da capofila a una serie di eventi commemorativi che ruoteranno attorno a Gemona, baricentro simbolico – e non solo – delle celebrazioni. Su tutte, spiccano la Messa di domenica 3 maggio presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana; il Consiglio regionale straordinario previsto a Gemona il 6 maggio – al quale sono attese le massime cariche dello Stato: si attendono le conferme – e il concerto-omaggio di Andrea Bocelli il 7 maggio. Messa e concerto avranno luogo nella caserma Goi-Pantanali di Gemona, dove durante il sisma morirono 29 alpini del Battaglione Gemona.

Il programma delle iniziative della Regione è stato presentato lunedì 9 febbraio nell’auditorium della nuova biblioteca universitaria dei Rizzi, a Udine, in quell’ateneo nato anche sulla spinta popolare delle popolazioni terremotate.

Anche l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba alla presentazione delle iniziative regionali per il 50° anniversario del terremoto

Il Friuli che fa memoria

Oltre ai tre eventi citati, un elenco importante di eventi vedranno coinvolti vari soggetti del territorio, in una sinfonia di memoria e gratitudine. Innanzitutto l’Arcidiocesi udinese, che proprio sabato 15 aprile inaugurerà il suo programma di iniziative commemorative (alla presentazione del 9 febbraio era presente anche l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba).

Poi l’Università di Udine, la Protezione Civile, Confindustria, l’OGS di Udine, l’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, l’Associazione Consiglieri della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e tutti i comuni interessati dal sisma.

Il governatore Fedriga alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli

Fedriga: «In Friuli dimostrazione concreta di resilienza»

«Il terremoto del Friuli – ha affermato il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga – è una ferita profonda nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunità. Ma è stato anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi. Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza».

«Non a caso – ha ricordato il Governatore – oggi ci troviamo all’Università di Udine: un’eredità della ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare ma abbia guardato al futuro e rilanciato dimostrando la propria forza».

«Per questi motivi – ha concluso Fedriga – 50 anni devono essere solo un ricordo di un evento passato, ma devono portare alla mente qualcosa di concreto che questa terra è in grado di replicare in modo continuativo, altrimenti il patrimonio della ricostruzione rischia di andare disperso».

L’assessore Riccardi alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli

Riccardi: «Il successo del “Modello Friuli” è ancora attuale»

L’assessore regionale con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha invece aperto il suo intervento ricordando Antonio Comelli, Presidente della Regione al tempo del sisma. «Per lui era “conveniente” ricostruire tutto “dov’era e com’era”: fu un’intuizione decisiva», ha ricordato Riccardi.

Negli eventi commemorativi «La nostra idea è raccontare le ragioni di un successo, convinti che sono ancora di grande attualità. Parlo – ha affermato Riccardi – del “Modello Friuli” con il coinvolgimento di tutte le istituzioni, il solido rapporto tra la politica e la società con i corpi che la componevano».

L’assessore Amirante alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli

A settembre riapre il castello di Colloredo di Monte Albano

Una splendida notizia è stata la prevista riapertura al pubblico del castello di Colloredo di Monte Albano, uno dei simboli del terremoto del 1976. L’annuncio della riconsegna alla comunità del prezioso e iconico maniero è stata data dall’assessora regionale alle infrastrutture e territorio Cristina Amirante: «I passi sono stati incerti per un lungo periodo» ha riferito ai microfoni di Radio Spazio. «Ora sono chiariti soprattutto per quanto concerne ciò che rimane privato e ciò che, invece, diventa pubblico. Puntiamo ad aprire il castello a settembre, a eccezione di alcune parti private ancora in corso di ricostruzione».

La grafica che accompagnerà le celebrazioni regionali per il 50° del terremoto in Friuli

Bordin: «Solidarietà e altruismo alla base del “Modello Friuli”»

Molto accorate le parole del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin. «Il Friuli si è consolidato davanti al dramma: istituzioni, mondo produttivo, paesi, volontariato, mondo cattolico. Questa unità è stata testimonianza di come si lavora in Friuli. Tutto si riverbera su quello che siamo oggi, una regione con una grande resilienza e una cultura della prevenzione».

«I valori più belli – ha confessato il Presidente del Consiglio regionale – sono la solidarietà e l’altruismo. Il FVG è una regione in cui oggi, paese per paese, c’è una marea di persone a servizio del prossimo. Ricordiamo la sofferenza e le vittime, ma non smettiamo di essere orgogliosi di ciò che il Friuli è stato: è un modo per onorare chi ha creato il “Modello Friuli”».

L’assessore Roberti alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli

Montanari (UniUd): «Cinquant’anni di apprendimento continuo»

«Il terremoto ha spinto la nascita dell’Università di Udine, anche se le prime istanze sorsero prima del sisma. Non senza opposizioni», ha affermato il magnifico rettore dell’Università di Udine, prof. Angelo Montanari, aprendo la presentazione di lunedì 9 febbraio. Ricordando il padre fondatore dell’UniUd, Tarcisio Petracco, Montanari ha brevemente illustrato come «In questi cinquant’anni il nostro ateneo è stato un attrattore di talenti. La ricostruzione post sismica è stata la prima esperienza di “lifelong learning”, altre sono seguite e altre seguiranno».

I sindaci della Comunità collinare del Friuli dinanzi al logo scelto per gli eventi del Cinquantesimo del sisma

Un nuovo logo per il 50° del terremoto

Un nuovissimo logo accompagnerà le iniziative regionali per la commemorazione del sisma del 1976. Realizzato da Davide Giroldo, studente della 5E (sezione Grafica) del Liceo Artistico “E. Galvani” di Cordenons, il logo è stato scelto come vincitore di un concorso tra diversi istituti scolastici.

Premiato con 5mila euro, il logo è composto da tre segni gestuali, nei colori della Protezione civile e nel giallo, simbolo di forza e rinascita: il primo richiama il territorio, il Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; il secondo rappresenta il Friuli distrutto e le macerie; il terzo simboleggia la resilienza e la rinascita. Il logo accompagnerà tutte le attività della Regione per tutto il 2026, anche quelle non direttamente connesse all’anniversario del terremoto.

Giovanni Lesa

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