Provvidenza e coincidenza sono parole in rima: alle volte la seconda si può interpretare con le categorie della prima. Leggiamo, infatti, come provvidenziale la vicinanza tra la Giornata del settimanale La Vita Cattolica, la memoria di San Francesco di Sales (patrono dei giornalisti) e l’anniversario della scomparsa di mons. Duilio Corgnali, salito al cielo il 21 gennaio di, ormai, due anni fa.
Mercoledì 21 febbraio nel duomo di Tarcento si celebreranno due momenti di suffragio per mons. Duilio Corgnali. Alle 18.30 il Santo Rosario, seguito alle 19 dalla Santa Messa
Per ventuno lunghi anni, a partire dal 1978, Corgnali diresse La Vita Cattolica, in un tempo di grande fermento per un Friuli chiamato a rinascere dalle macerie del terremoto (altro anniversario importante in questo 2026). Non va dimenticato che, con il consueto sguardo lungimirante, nel 1993 affiancò il suo amato settimanale con Radio Spazio, dando letteralmente voce alla Chiesa e alle istanze del Friuli.
In questi mesi di preparazione del Centenario del settimanale diocesano abbiamo avuto modo di sfogliare edizioni di archivio de La Vita Cattolica, molte delle quali risalenti “agli anni di don Duilio”. La coincidenza tra il ricordo di mons. Corgnali e questo Centenario ci stimola a guardare a Duilio (come amava farsi chiamare, senza troppi titoli) come a un esempio di tenacia e resilienza, parola quantomai abusata ma altrettanto necessaria allora come oggi. Atteggiamenti che nascono da un confronto tra la realtà che si para davanti agli occhi e il sogno di un mondo un po’ più giusto e buono, migliore e – possiamo dire – “primaverile”.
Duilio ha saputo leggere il Friuli nei suoi tratti di debolezza e nelle sue enormi potenzialità: ha potuto farlo perché nel Friuli era immerso con sguardo profondo e non superficiale, capace di andare con arguzia e innata determinazione alla ricerca della causa dei problemi, proponendo per contro soluzioni e strade che altri, ancora, non vedevano. Tre esempi su tutti dicono ancora oggi il suo carisma: la tenacia per la nascita dell’Università del Friuli, fortemente sostenuta sulle colonne de La Vita Cattolica come espressione di un territorio – Chiesa compresa – che aveva bisogno di trattenere e formare i suoi giovani. Gli anni dell’immediato post-sisma, nei quali Corgnali spesso denunciava la lentezza delle istituzioni regionali e nazionali, spingendo per l’autonomia dei Comuni e della Chiesa e facendosi voce delle comunità disastrate. E poi, negli anni Novanta, la battaglia per il riconoscimento della lingua Friulana, sfociata infine nella legge 482/1999.
Sebbene ricordato anche per la sua risolutezza e per il carattere acceso, mons. Corgnali era un uomo e un prete di cultura prima che di azione, in cui il pensare precedeva il fare. Non si lasciava soverchiare dalle impellenze nemmeno quando, negli ultimi anni, l’aggravio della pastorale nelle sue amate Parrocchie tarcentine si faceva più pesante. Diversi tra noi (e non solo tra noi) portano nel cuore lunghe chiacchierate in cui si parlava di Friuli e di autonomia, di Chiesa e di territori, di politica e di società. Rigorosamente nella lingua tanto amata e tanto difesa, quella friulana.
La redazione de La Vita Cattolica e di Radio Spazio eredita questi sguardi e questa profondità “primaverili”, traducendoli nelle pagine e negli approfondimenti pubblicati ogni settimana e in onda ogni giorno. Con gratitudine e speranza, è il nostro modo di mantenerne viva la memoria. Graciis Duilio, pree par nô e pal tô Friûl.
La redazione de La Vita Cattolica e Radio Spazio













