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Morti sul lavoro, +71% nel 2016 in provincia di Udine

“Segnale da non sottovalutare – commenta la Cgil – perché interrompe una lunga tendenza virtuosa alla diminuzione degli infortuni ed è difficile non attribuirlo alla destrutturazione del mercato del lavoro, caratterizzato da una forte crescita della precarietà e del ricorso ad appalti e subappalti, con conseguenze inevitabili anche in termini di minore sicurezza del lavoro”.

Torna a crescere il numero di infortuni sul lavoro in Friuli-Venezia Giulia. Quelli denunciati nel corso del 2016, secondo le tabelle mensili pubblicate sul sito dell’Inail, sono stati 16.380, 620 in più rispetto al 2015, con un incremento percentuale del 3,9%. Lo rende noto oggi la Cgil regionale. L’unico settore in calo è l’agricoltura (612 casi contro i 651 del 2015); in crescita l’industria (13.240 denunce, +3%) e settore pubblico (2.528 denunce, +9%). A livello territoriale segno più per tutte le province, con +5% a Udine e Gorizia, seguite da Pordenone (+3%) e Trieste (+2%). Le “morti bianche” sono state 20, come nel 2015. Pesa il dato della provincia di Udine, dove i casi mortali sono stati 12, 5 in più rispetto al 2015 (+71%). Quattro casi a Pordenone (9 nel 2015), 2 a Trieste (invariato) e a Gorizia (1 nel 2015). Alla diminuzione dei casi nell’industria (14 morti contro 18) si oppone l’agricoltura con 5 morti, 3 in più dello scorso anno. Un caso mortale si è verificato anche nel comparto pubblico. Dati leggermente migliori caratterizzano l’inizio del 2017, con il bimestre gennaio-febbraio in flessione rispetto allo stesso periodo del 2016, per meno del 2%, ma confermando un incremento delle denunce rispetto ai valori del 2015. Per il sindaco “campanello d’allarme” per 4 casi mortali, cui si aggiunge l’altra morte bianca verificatasi a marzo nel cantiere navale di Monfalcone. “Si tratta di un segnale da non sottovalutare – commenta Orietta Olivo, responsabile sicurezza sul lavoro della segreteria regionale Cgil – a maggior ragione perché interrompe una tendenza virtuosa alla diminuzione degli infortuni che durava da molti anni. Una recrudescenza che è difficile non attribuire alla destrutturazione del mercato del lavoro, caratterizzato da una forte crescita della precarietà e del ricorso ad appalti e subappalti, con conseguenze inevitabili anche in termini di minore sicurezza del lavoro”.

Il bilancio pubblicato dall’Inail. Gli infortuni aumentano del 5% in provincia di Udine

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