Anche il Friuli è rappresentato nella nuova Fondazione Patti digitali, da poco costituita a Milano, con la partecipazione della Fondazione Università Milano Bicocca, dell’Associazione Media educazione comunità (Mec) di Udine, di docenti universitari e rappresentanti del Terzo settore. E sia la nuova Fondazione che Mec sono Enti del terzo settore.
In particolare, il friulano Marco Grollo è stato nominato vice presidente del Consiglio di amministrazione della neocostituita Fondazione, mentre il tolmezzino Daniele Cuder fa parte del Comitato dei fondatori. Entrambi, Grollo e Cuder, provengono da Mec Udine.
Come si legge nell’atto di nascita della Fondazione, tra le finalità rientra “l’offerta di percorsi formativi per genitori, insegnanti, formatori, minori e adulti per lo sviluppo di un uso consapevole ed equilibrato delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, anche attraverso iniziative e corsi in contesti scolastici, sanitari, professionali, aziendali, per sviluppare il benessere digitale, l’utilizzo consapevole dei media e dell’intelligenza artificiale, la conciliazione vita-lavoro”.
Perciò, la costituzione della Fondazione tocca una delle tematiche scottanti per le famiglie che hanno figli, bambini e adolescenti, alle prese con l’invadenza degli smartphone e dei social. Ma affronta anche le problematiche che vivono direttamente sulla loro pelle insegnanti ed educatori.
Infatti, sta nascendo anche nella società italiana la consapevolezza che, per accompagnare i minori nel mondo dei media, per non abbandonarli all’oceano tempestoso e pericoloso dei social, è necessario condividere, in particolare tra famiglie, scuole e realtà educative, poche regole semplici da rispettare sia in casa che negli ambiti di vita.
E come si desume dallo specifico sito internet, da 13 anni Mec sviluppa progetti didattici destinati a studenti e docenti, collabora con pediatri e professionisti dell’infanzia per educare all’uso degli schermi già nella fascia 0-6 anni, supporta le famiglie per raggiungere insieme il benessere digitale di grandi e piccoli.
Flavio Zeni














