Pedemontana

Ospedaletto. 50 anni di storia e canto per il Coro Glemonensis

Autentico punto di riferimento culturale del territorio, il Coro Glemonensis taglia il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività, un cammino iniziato in quel fatidico 1976 che, con il terremoto, ha segnato per sempre la storia del Friuli. Nato tra le macerie e la polvere della ricostruzione, il coro di Ospedaletto di Gemona ha saputo trasformare il canto in uno strumento di coesione sociale.

Sotto la guida dei diversi maestri che si sono succeduti — fino all’attuale direzione di Gabriele Bressan — ha esplorato repertori che spaziano dal sacro al popolare, portando il nome di Gemona in Italia e all’estero. Cinquant’anni di canti, di amicizia e di resilienza che ora vengono celebrati con un ricco calendario di appuntamenti. Le celebrazioni entreranno nel vivo sabato 28 febbraio alle 18.30, nella cornice del Cinema Teatro Sociale.

Non un semplice concerto, ma un viaggio emozionale condotto dal giornalista e scrittore Walter Tomada. Lo spettacolo sarà articolato in canti, proiezioni video e racconti che faranno rivivere i momenti più significativi di mezzo secolo di storia corale. Nel corso della serata ci sarà inoltre la presentazione del volume celebrativo edito proprio per questo cinquantenario: una raccolta di ricordi, fotografie inedite e testimonianze che ripercorrono l’evoluzione del coro, dalle prime prove come «Vôs di Ospedalèt» fino alle trasferte all’estero, dalle villotte alle contaminazioni musicali più recenti.

Il programma del cinquantenario si svilupperà lungo l’arco dell’intero anno. In particolare si segnala il concerto di sabato 23 maggio in occasione della festa di Pentecoste (cara alla comunità di Ospedaletto, culla del coro) con un programma di canti accompagnato dalle suggestioni narrative dello scrittore Angelo Floramo. Inoltre, come ormai da tradizione, il 26 dicembre il Coro Glemonensis offrirà nel duomo il Concerto di Santo Stefano, che rappresenterà il gran finale dei festeggiamenti, un momento per scambiarsi gli auguri e guardare ai prossimi cinquant’anni con lo stesso entusiasmo del primo giorno.

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