Bassa Friulana

Porpetto. Il Polo logistico che divide

Resta alta la tensione fra la popolazione di Porpetto a causa del progetto di insediamento, nella prossimità del casello autostradale, di un polo logistico che, con un investimento di 100 milioni, prevede l’occupazione di 300.000 metri quadri di terreno, già a destinazione agricola, 150.000 dei quali con capannoni legati alla logistica alimentare.

Un’iniziativa che, se da una parte crea prospettive per lo sviluppo del paese e di tutta la zona circostante, a causa della sua caratteristica altamente impattante (ad esempio sono previsti capannoni alti 20 metri) ha creato anche molto allarme nella comunità, con pareri alquanto discordi.

Il Consiglio Comunale di Porpetto, che in un primo tempo aveva dato un preventivo parere favorevole di carattere politico al progetto, a seguito anche degli attriti e della nascita di un Comitato per il No al Polo logistico – che ha promosso la raccolta di 3200 firme –, ha poi ritirato la delibera “favorevole”, proponendo un ridimensionamento dell’insediamento.

Le ragioni del Comitato
Tanti sono i motivi per cui il Comitato si batte contro il progetto. «Un insediamento del genere non si armonizza né con le caratteristiche del nostro ambiente naturale, né con quelle delle nostre comunità locali, da sempre a prevalente vocazione agricola e artigianale», spiega il portavoce Roberto Movio.

«Oltre ad essere di dimensioni esagerate comporterebbe un grave impatto ambientale con l’inquinamento atmosferico, acustico e luminoso provocato, conseguenze per la salute dei cittadini in un paese, Porpetto, che già vanta un triste primato per l’incidenza dei tumori sia maschili che femminili nella Bassa Friulana». L’attenzione è anche puntata al fatto che il Polo «non risolverebbe problemi locali né di lavoro né di altro tipo, ma potrebbe al contrario creare grossi problemi legati al Welfare, e noi non vogliamo correre il rischio di “monfalconizzazione” di Porpetto e della Bassa Friulana». La preoccupazione, dunque, è grande. «Consideriamo lo stravolgimento del paesaggio naturale e sociale che ne deriverebbe, un vero insulto al nostro habitat e alle nostre comunità», aggiunge Movio.

Dal canto suo, la Regione – anche al fine di evitare speculazioni – ha pensato a un provvedimento che ponga dei paletti col DDL n. 71 “Disciplina urbanistica insediamenti logistici “ del 14 gennaio scorso, che andrà in votazione prossimamente.

«Ma – puntualizza Movio – se per la prima parte il DDL è condivisibile, accennando alla tutela della salute e dell’ambiente, alle limitazioni al consumo di suolo, all’utilizzo delle aree e degli interporti già esistenti (e l’Interporto di Cervignano, è utilizzato al 30 % delle sue potenzialità), tutte cose di buon senso, l’art .3 della seconda parte riguardo alle localizzazioni prevede una deroga per le aree agricole vicine ai caselli autostradali e alle strutture di distribuzione di idrogeno: tenendo conto che l’unica di queste strutture verrà fatta a Porpetto, viene il sospetto che la deroga sia stata fatta apposta per il nostro caso».

La voce dell’Amministrazione
Secondo il sindaco Andrea Dri, invece, chiudere la discussione sull’investimento non è nell’interesse di Porpetto e del territorio, costituendo questo un’opportunità. Un insediamento del genere, infatti, secondo il primo cittadino, «favorisce lo sviluppo di un’area che prima non era stata sfruttata e sviluppata, e ciò comporterebbe una serie di compensazioni molto vantaggiose per il Comune che permetterebbero di aumentare la quantità e la qualità dei servizi erogati».

Non marginale «l’opportunità di occupazione qualificata per una popolazione caratterizzata da redditi medio bassi, e questo può costituire uno strumento per invertire la curva demografica negativa del nostro comune. È un vero peccato – conclude – che l’obiettivo del Comitato sia stato più quello di combattere contro il sindaco che contro l’insediamento in sé».

Flavio D’Agostini

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