«Speriamo che questo film renda gli italiani orgogliosi della loro fede, della loro incredibile storia cristiana, speriamo che infiammi i loro cuori. Che abbiano il coraggio di portare al cinema gli amici, perché tutti devono scoprire di essere profondamente amati da Dio».
Così il regista francese Steve J. Gunnell, intervistato dal periodico Il Timone, ha commentato l’arrivo in Italia, dal 2 marzo, di “Sacro Cuore. Il suo regno non avrà mai fine”, docufilm sul Sacro Cuore di Gesù che nella laicissima Francia è stato visto da 400 mila spettatori, un successo inaspettato con code ai botteghini.
Ill 2 marzo al cinema, alle ore 20, con l’intervista ai registi
Il film arriverà anche in Friuli, al The Space Cinema di Pradamano. La proiezione del 2 marzo, alle ore 20, sarà preceduta da un intervento – trasmesso in contemporanea in tutte le sale italiane collegate – dello stesso Gunnell, della moglie Sabrina, coregista della pellicola, e di Federica Picchi, responsabile della Dominus Production che ha acquistato il film per l’Italia.
Girato per celebrare il 350° anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque (1673-1675) a Paray-le Monial, in Borgogna, il film, si legge nella presentazione, «intreccia ricostruzioni storiche sulle apparizioni, testimonianze dirette e riflessioni teologiche offrendo uno sguardo intimo su come il Sacro Cuore sia diventato un simbolo di amore misericordioso per milioni di fedeli. Queste voci diversificate mostrano come la devozione al Sacro Cuore tocchi ogni strato sociale, incontrando persone anche molto lontane dalla Chiesa». Le testimonianze sono le più diverse: dal sacerdote tradizionalista Matthieu Raffrauy, ad alcuni detenuti, un ex spacciatore, anche parlamentari.
In Francia avversato dalle istituzioni, ma visto da 400 mila persone
In Francia il film è stato inizialmente avversato dalle istituzioni: il Comune di Marsiglia, ad esempio, ne aveva vietato la proiezione e anche le Metropolitane francesi hanno rifiutato la pubblicità all’interno dei vagoni, definendolo di «natura religiosa e proselitista», «incompatibile con il principio di neutralità del servizio pubblico». «Ciò non solo ha suscitato scalpore, ma ha permesso di scoprire l’esistenza di questo docu-damma a chi, forse, non ne avrebbe mai sentito parlare», ha affermato il regista.
Il cantante rock convertitosi alla fede
Già cantante rock della boy band Alliage, con milioni di dischi venduti, Gunnell dopo la fine del successo del suo gruppo era caduto in depressione, riprendendosi poi grazie alla scoperta della fede e alla conversione. Ed anche la moglie Sabrina, attrice, proveniente da una famiglia non praticante, ha trovato la fede nel 2005 proprio al santuario del Sacro Cuore di Paray-le Monial.
Conosciutisi e sposatisi, Steve e Sabrina sono diventati registi dedicandosi alla produzione di film legati alla fede cristiana.
È stata Sabrina a suggerire al marito il film sul Sacro Cuore. E nella realizzazione la coppia ha parlato di «Provvidenza» e della volontà di «restituire al pubblico l’amore ricevuto» da Gesù.
Il quotidiano “Le Figaro”, che ha dedicato una pagina al docufilm, ha scritto che esso «rivela il discreto, ma reale ritorno alla religione nella società francese».
Quale il motivo del successo? «Le persone – ha affermato Gunnell – sono state colpite non solo dalla vicenda delle apparizioni a Santa Margherita Maria, ma anche dalle testimonianze contenute nel film che hanno commosso, riempito il cuore, regalando un coraggio e un ardore nuovi». «La verità – ha aggiunto – è che solo Cristo può portare unità e gioia a un’umanità così disgregata e disperata».














