
L’11 gennaio l’Arcidiocesi di Udine celebra la memoria di San Paolino, patriarca di Aquileia. Quest’anno la memoria coincide con la festa del Battesimo di Gesù: a prevalere, dunque, sarà quest’ultima. Oltre a diversi istituti e svariati luoghi di cultura, nell’Arcidiocesi di Udine c’è una Parrocchia a lui dedicata: si trova nel capoluogo friulano, affacciata su viale Trieste, poco lontano dal Teatro “Giovanni da Udine”.
Paolino di Aquileia, fu uno degli uomini più dotti e influenti del suo tempo, fine poeta e acuto riformatore. Si ritiene che nacque a San Mauro di Premariacco tra il 730 e il 750, quando il Friuli era patria longobarda. Paolino compì i suoi studi a Cividale, della cui scuola fu uno dei più illustri esponenti. Dopo l’occupazione franca del ducato friulano, Paolino si avvicinò a Carlo Magno, il quale definì il religioso «Un uomo molto venerabile e maestro dell’arte della grammatica». Per il progetto di “unificazione” politica dell’Europa, il sovrano riunì ad Aquisgrana un gruppo di sette saggi che dovevano aiutarlo nell’impresa, stringendo fra loro una forte amicizia ed elaborando assieme le linee culturali del progetto. Paolino fu chiamato a farne parte.
Anche forte di questa formidabile esperienza, nel 787 Paolino fu nominato patriarca di Aquileia con il nome di Paolino II, per distinguerlo dall’omonimo di due secoli prima. Fin da subito si adoperò per un grande rinnovamento della sua Chiesa, come testimoniano, tra l’altro, gli Atti del Concilio di Cividale del 796 e la riforma dell’antica liturgia aquileiese. Poeta sensibile, fu autore di diverse composizioni sacre: a lui si deve l’inno “Ubi caritas est vera, Deus ibi est”, cantato ancora oggi in tutto il mondo. Paolino contribuì attivamente a confutare l’eresia adozionista, partecipando ai Concili di Ratisbona (792) e di Francoforte (796) e scrivendo notevoli trattati. La sua personalità e la sua opera, dunque, gli meritano un posto di rilievo nella cultura europea del tempo. Organizzò infine l’attività missionaria fra le vicine popolazioni slave. Morì a Cividale l’11 gennaio 802, giorno in cui la Chiesa ne venera la memoria.
Tratto da Stele di Nadâl 2026, edito da La Vita Cattolica












