Ambiente

Sguardo all’insù: è il tempo delle migrazioni

Marzo, che mese eccezionale per gli appassionati di birdwatching! La quantità di specie di uccello osservabile in questi giorni nei cieli della Friuli-Venezia Giulia è incredibile e questo perché le specie del nord Europa – come oche lombardelle, strolaghe, orchi marini, cigni minori siberiani, gru, molti limicoli, pispole e peppole – hanno i loro quartieri estivi ancora ricoperti da neve e ghiaccio, quindi rimangono qui insieme alle specie stanziali, come i cigni reali, le oche selvatiche, gli aironi, le poiane, i gheppi, i merli, le cince e i fringuelli. A questi si stanno aggiungendo, o si aggiungeranno nei prossimi giorni, le specie d’uccello che hanno trascorso la stagione fredda in Africa e che stanno già arrivando fino da noi – come i verzellini, i rondoni comuni, le quaglie, le marzaiole e molte altre – per tornare qui a trascorrere la stagione calda, mettendo su “casa”.

Anche per i grandi rapaci siamo entrati nella stagione degli amori. In questi giorni le aquile reali ed i grifoni hanno finito di sistemare i loro enormi nidi e sono pronti a deporre le uova, che vedranno la nascita dei pulcini a primavera inoltrata. Gli aironi cenerini sono a buon punto con i propri nidi, così come i merli acquaioli lungo i gelidi torrenti montani.

Grifone (foto di T. Fiorenza)

Abbassiamo ora un po’ lo sguardo. Durante le giornate di sole le pareti rocciose, ma anche i manufatti umani ben esposti riescono ad offrire il calore necessario anche ai rettili, nelle ore calde centrali della giornata, per fare capolino; così possiamo ammirare lucertole e gechi, mentre i serpenti, ancora in stato soporoso dalla latenza invernale, preferiscono rimanere negli anfratti rocciosi e possono essere scorti solamente da un occhio allenato.
Pure gli invertebrati ci dicono che la vita si sta risvegliando in questa stagione. I grossi bombi approfittano delle precoci fioriture, così come alcune farfalle – quali la vanessa atalanta, la cedronella, l’occhio di pavone o l’aurora –. Sono i primi anticipatori della primavera che vedrà i piccoli invertebrati vivacizzare ogni tipo d’ambiente.

Cincia bigia (foto T. Fiorenza)

Quello che sta vivendo la nostra natura è un momento delicato e anche noi possiamo fare la nostra parte per preservalo. Sarà importante, ad esempio, ammirare le splendide fioriture senza fare appassire i fiori in un vasetto sopra un tavolo, così i primi impollinatori avranno di che sfamarsi e potranno aiutare le piante ad avere future generazioni. Inoltre, una bella ciotola d’acqua e qualche seme e palle di grasso aiuteranno gli uccelli migratori a riprendersi dalla fatica della migrazione e ci regaleranno i loro melodiosi canti che annunciano che la primavera è arrivata!
Tiziano Fiorenza

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