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Nelle stazioni della linea Udine-Cividale tornano i cartelli plurilingue

I cartelli bilingue e trilingue sono tornati sulla linea ferroviaria Udine-Cividale dopo che la scorsa estate, Rete ferrovie italiane – che ha assunto la gestione del tratto per conto di Ferrovie Udine Cividale e Regione – nella fase dei lavori straordinari aveva sostituito i cartelli toponomastici mettendone di nuovi in sola lingua italiana, l’onda di protesta di cittadini e istituzioni aveva sollevato il tema.

Cisilino (ARLeF): «Lavoro di squadra costante e puntuale»

«Risultato importante grazie ad un lavoro di squadra costante e puntuale fatto nel corso di pochi mesi, pur contraddistinti da molte altre opere in favore della lingua e della identità friulana» ha affermato il presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino, in una nota affidata ai social media. «Vorrei ringraziare in particolare la Viceministro Vannia Gava, che con diversi parlamentari come Pizzimenti, ha seguito tutte le fasi politico-amministrative dell’iter. La Rete Ferroviaria Italiana – ha proseguito Cisilino – ha recepito immediatamente l’istanza che l’ARLeF aveva inviato al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Desidero ricordare l’immediata disponibilità dimostrata dall presidente RFI ing. Paola Firmi e soprattutto dall’A.D. ing. Aldo Isi, che ha partecipato personalmente alle riunioni con l’Agenzia, anche rilanciando impegni sempre maggiori».

Gomboso (Ist. Ladin “Placerean”): «Diritti linguistici rispettati»

«Ringraziamo il lavoro fatto da Regione, nostri rappresentanti al parlamento, Arlef e Aclif per essersi confrontati con il gruppo Ferrovie dello Stato e averlo convinto a riparare all’errore fatto – commenta il presidente Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” Geremia Gomboso – ma soprattutto voglio ringraziare tutti quei cittadini che la scorsa estate hanno manifestato in maniera pacifica ma determinata contro quella ingiustizia, quel mancato rispetto dei diritti del popolo friulano e di quello sloveno. Il torto quindi è stato riparato, ma questa vicenda, anche se per qualcuno è di dettaglio, ci deve ricordare alcune cose. La prima è che sui diritti della nostra identità non si deve mai cedere di un solo centimetro. Secondo che quando si è nel giusto bisogna sempre pretendere il rispetto dei nostri diritti, senza mai chinare il capo e tacere. Terzo che se le varie declinazioni sociali del popolo friulano lavorano assieme si possono raggiungere tutti i traguardi, piccoli e grandi».

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