Friuli Centrale

Suor Jessica e la sfida vinta dai “suoi” ragazzi. Cosa ci insegna? «Prendiamoli sul serio»

Prendete un gruppo di adolescenti tra i 15 e i 16 anni, ascoltate le loro proposte e mordetevi la lingua quando vorreste rispondere: «Impossibile, non ce la farete!». Osate prenderli sul serio e metterli alla prova. Pensano davvero di riuscire ad organizzare niente meno che un talent show, e con concorrenti provenienti anche da fuori parrocchia, premi e artisti ospiti? È accaduto la scorsa estate a Pavia di Udine e i referenti dell’oratorio, anziché frenare l’ambizioso sogno, hanno risposto: «Proviamoci, ma diamoci un tempo: se entro quella data le cose non saranno partite come devono, rinunceremo». Risultato? «I ragazzi hanno trovato i candidati, fatto i provini, coinvolto tecnici e registi e la serata è stata per l’intera comunità una delle più partecipate dell’estate, con molte persone giunte anche da fuori!». Suor Jessica Soardo non nasconde la soddisfazione per quanto realizzato dai “suoi ragazzi”. Figlia di Maria Ausiliatrice, presta servizio a Pavia di Udine dove le attività dell’Oratorio don Bosco – tra gruppi formativi, servizio civile solidale e attività estive – coinvolgono ogni anno una sessantina di adolescenti.

«Questo episodio ha insegnato moltissimo a noi adulti – racconta la religiosa –. La proposta dei ragazzi ci sembrava decisamente troppo impegnativa, ma ci siamo detti: proviamo a stare loro accanto e a capire che cosa ne viene fuori». Richiamando alla mente questo episodio, suor Jessica riflette: «Sono i giovani ad essere più “bloccati” oggi o gli adulti a non dare loro valorizzazione? In che modo un allenatore, un insegnante, un educatore, una suora o un prete sentono di avere la responsabilità di far sbocciare i ragazzi che accompagnano, di aiutarli a dare il meglio di sé, a volte tirandoli fuori anche da quella sfiducia in cui – è vero – molti di loro cadono?». E inoltre, «quanto è importante il movimento virtuoso che si può creare tra pari? Se osserviamo una percentuale di ragazzi desiderosi di partecipare e di impegnarsi, essi dovrebbero essere aiutati a trascinare altri loro coetanei in questo impegno». Accade? Evidentemente ancora poco. E, purtroppo, meno che altrove in contesti come la scuola o lo sport, osserva suor Jessica, dove spesso domina l’ansia da prestazione e dove i ragazzi vengono talvolta “spremuti” anziché essere aiutati a far emergere il meglio di loro. Quest’ultimo, al contrario, è proprio l’obiettivo che ci si pone in oratorio. Lì i ragazzi sanno di trovare un luogo in cui si ha la possibilità anche di sbagliare, in cui si trova qualcuno che ti insegna come si fa e che ti prende sul serio».

Si avvicina l’estate e il pensiero va alla formazione degli animatori che sta per partire. «Ecco un’occasione per dare la possibilità agli adolescenti di scoprire i loro talenti e metterli al servizio degli altri». «Sarebbe bello – conclude suor Jessica – riuscire ad “esportare” questo sguardo sui ragazzi un po’ in tutti i contesti educativi».
Valentina Zanella

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