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Tolmezzo, “24 ore per il Signore” per imparare ad amare

Venerdì 6 marzo si è aperta nel Duomo di Tolmezzo la “24 ore per il Signore”, l’iniziativa di preghiera e adorazione promossa dalla Chiesa italiana durante il tempo forte della Quaresima e fatta propria anche dalla Chiesa friulana. Per l’intera giornata di sabato 7 fedeli e gruppi di spiritualità si sono alternati davanti al Crocifisso in momenti di preghiera, meditazione e silenziosa venerazione della Croce.

Al centro della chiesa è stato esposto un crocifisso particolarmente significativo, nato dentro il carcere di Tolmezzo e realizzato da un detenuto con materiali poveri e di scarto: carta di giornale, carta igienica, cartone, perfino fili di mocio. Con ciò che aveva a disposizione, l’autore ha dato forma al volto sofferente di Cristo crocifisso. Il crocifisso è stato presentato anche a Papa Leone XIV, che lo ha benedetto lo scorso 14 dicembre. Una benedizione che, idealmente, raggiunge ora anche i fedeli riuniti a Tolmezzo e diventa motivo di gratitudine e di lode al Signore.

Davanti al Crocifisso, i partecipanti sono stati invitati a fermare lo sguardo su Cristo, come suggerisce il profeta Isaia nel canto del Servo del Signore: mite, consegnato, come un agnello condotto al macello.

Un invito semplice ma esigente: tornare a guardare il Crocifisso non con l’abitudine di chi lo vede ogni giorno, ma con lo stupore di chi lo incontra per la prima volta. Da quella croce, infatti, emergono le due regole essenziali dell’amore cristiano: dimenticare se stessi per amare davvero e rispondere al male con il bene, continuando a fare il bene anche quando costa.

È questo lo stile che la “24 ore per il Signore” invita a riscoprire: sostare davanti al Crocifisso per imparare, ancora una volta, la strada dell’amore.

Bruno Temil

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