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Cronaca

Udine ricorda i tre agenti uccisi nel 1998. L’Arcivescovo: «Udine resista al male»

Tra solennità e commozione. Questi i sentimenti che si mescolavano nella Santa Messa che l’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato ha presieduto nella serata di venerdì 22 dicembre in Cattedrale, nella quale ha ricordato i tre agenti di polizia che il 23 dicembre di venticinque anni fa trovarono la morte in seguito allo scoppio di un ordigno rudimentale in viale Ungheria, nel capoluogo friulano. Erano Adriano Ruttar, Giuseppe Guido Zanier e Paolo Cragnolino.

 

Tra i banchi anche il ministro Piantedosi

Un duomo gremito di persone con una massiccia presenza di agenti di polizia, complice l’anniversario della strage. Presenti in prima fila anche diverse autorità civili e militari: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, i deputati Isabella De Monte, Graziano Pizzimenti, Walter Rizzetto. Presente anche la medaglia d’oro al valor militare, la partigiana Paola Del Din.

Le parole dell’Arcivescovo

«La Chiesa ricorda i suoi figli morti – ha esordito nell’omelia l’Arcivescovo -, specialmente quelli che persero la vita in forma improvvisa e violenta – non solo con un doveroso e commosso ricordo, ma con una S. Messa di suffragio nella quale li affida alla misericordia di Dio Padre pregando che li accolga tra le sue braccia». «Dedicarsi al bene della comunità e dei cittadini assicurando loro un clima di serena e sicura convivenza era il motivo di fondo che li aveva guidati ad entrare nel Corpo della Polizia di Stato»

Mons. Mazzocato ha elevato «una preghiera particolare per il Corpo della Polizia di Stato e in particolare per quanti fanno parte della nostra Questura», oltre a rivolgere un pensiero ai parenti dei tre poliziotti uccisi nella strage: «i quali, pur dopo anni, portano ancora vivo in loro il ricordo dei loro cari e la ferita di quel lutto improvviso che li ha colpiti».

L’Arcivescovo ha affermato come l’attentato del 1998 sia parte viva della memoria della città «Posso testimoniare che, giungendo 14 anni fa Vescovo ad Udine, ho avvertito che il ricordo dell’attentato contro i tre poliziotti fosse una ferita che rimaneva viva anche nel cuore di tutta la città. Ed il posto dell’attentato era ed è visto come quasi come un luogo sacro a cui guardare con rispetto». E ha poi concluso con un invito rivolto alla stessa città udinese: «Da quel luogo e dal sacrificio che ricorda continui a giungere a tutti gli udinesi un invito a vivere in una città che resiste al male e si impegna ad una convivenza serena ed accogliente.»

Il concerto della banda della polizia

Dopo la celebrazione, la Cattedrale è stato teatro del concerto, realizzato dalla Banda musicale della Polizia di Stato in collaborazione e col sostegno del Comune di Udine e di Danieli. Il complesso della Polizia conta più di 100 musicisti e vanta moltissime collaborazioni con grandi artisti italiani e internazionali.

 

Per approfondire:

 

Giovanni Lesa

 

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