Spenta la macchina da presa, ora – a Venzone – si attende l’autunno per poter godere, in televisione, degli scorci più suggestivi del borgo medievale. Si sono infatti da poco concluse le riprese di «Memoriæ» – la nuova serie coprodotta da Rai Fiction e Filmclub Distribuzione (con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG), diretta da Cosimo Alemà e Isabella Aguilar – che ha proprio in Venzone il set principale.
Tra le mura medievali della cittadina pedemontana ha dunque preso vita il paese immaginario di Vallalta i cui abitanti, a seguito di una frana, si ritrovano privati di sei anni della propria memoria. Mentre una rigida quarantena li separa dal resto del mondo, Matteo Basile (Dario Aita), fotoreporter impulsivo, e Alma Torrisi (Gaia Messerklinger), dottoressa dal passato complesso, cercano di comprendere se il disastro abbia riportato alla luce qualcosa di sepolto nella terra o nei recessi più profondi della mente. Tra gli altri personaggi della serie figurano Chiara Basile (Anna Godina), Renato (Roberto Citran) e Margherita Basile (Paola Sambo), in una storia che intreccia mistero, dramma psicologico e tensione thriller.
Si rinnova dunque per Venzone – seppur con scenari del tutto diversi, legati all’attualità – una tradizione cinematografica che ha radici nella memoria della Grande Guerra e dei conflitti del Novecento, basti pensare che qui sono stati girati film come «Addio alle armi», «La grande guerra», «Il confine» e «Campo di battaglia».
«Quando siamo arrivati a Venzone – ha spiegato in conferenza stampa la regista Isabella Aguilar – abbiamo capito subito che era il luogo giusto: la piazza, le mura, le montagne intorno e poi il Duomo, così fuori scala e cinematografico, ci hanno fatto innamorare immediatamente. È un paese che non stanca mai lo sguardo, che hai voglia di rivedere e riabitare anche da spettatore. Girare qui è stato un privilegio: Venzone e il suo territorio hanno una forza visiva straordinaria, dal Tagliamento alle montagne, dalle architetture alle atmosfere naturali, tutto contribuisce a creare un’immagine potente e autentica. È una bellezza che riempie lo schermo e che ci ha guidato anche nelle scelte registiche, dai costumi al trucco, sempre in una direzione il più possibile naturale. In questi mesi Venzone è diventata per me una seconda casa: ho vissuto il paese nella quotidianità, nelle relazioni con le persone, e questo legame umano si riflette anche nel lavoro. Anche sul set, grazie al supporto delle maestranze locali, abbiamo trovato soluzioni sorprendenti, come una scena girata sul tetto della chiesa, in condizioni difficili ma con un risultato di cui siamo molto orgogliosi. È un territorio che offre moltissimo, non solo dal punto di vista visivo, ma anche per l’atmosfera e l’energia che restituisce a chi ci lavora e, sono certa, anche a chi lo vedrà sullo schermo».
«Un aspetto fondamentale – ha poi puntualizzato Cosimo Alemà – è stato il coinvolgimento delle professionalità locali: circa il 40% del cast tecnico è del territorio, tra fotografia, scenografia, trucco, costumi e suono. Questa è una delle poche regioni italiane con una forte tradizione nei mestieri del cinema, ed è un valore reale per le produzioni. Anche nel cast artistico abbiamo voluto lavorare con attori del territorio, sia nei ruoli principali che nelle figurazioni, per restituire un senso di verità attraverso accenti, presenze e dettagli umani».
Tanta la soddisfazione della comunità, come ha sottolineato il sindaco Mauro Valent: «Non è da poco aver ospitato una troupe prestigiosa come questa, nonostante le difficoltà dei lavori in corso. Si è però creata una sinergia preziosa, capace di trasformare anche la criticità in un’esperienza condivisa».
Anna Piuzzi














