Sul braccio ha tatuato “Benedetto” ovvero ciò che oggi sente di essere. Alessandro Pallaro, 28 anni, vive a Villaorba di Basiliano e ha imparato presto che la vita può cambiare all’improvviso. A 16 anni, infatti, per una rarissima forma di leucemia, ha perso la vista. Un’età in cui tutto dovrebbe accelerare, per lui è stato un brusco arresto. Ma quello stop non è diventato un confine bensì una domanda: «Fin dove posso arrivare?».
Alessandro, capelli lunghi, occhi buoni e un sorriso che incanta, ha attraversato anni di rabbia, muri interiori, indossando maschere e dolore. Nessuna istituzione lo ha sostenuto. La svolta è arrivata nel 2022, grazie a un corso di crescita personale frequentato on line. Da lì ha iniziato a ricostruirsi, passo dopo passo, trasformando il buio in uno spazio di ascolto e di possibilità.
Oggi è laureato in “Servizi giuridici per l’impresa” – titolo conseguito in soli 21 mesi –, è life coach e incontra persone e gruppi in tutta Italia per raccontare la sua esperienza. Non insegna teorie, semmai guida con l’esempio. Aiuta a riconoscere i blocchi interiori, ad attraversare le paure, a capire che il buio non è sempre negli occhi, ma spesso dentro. «Ogni persona che incontro è un tassello del mio puzzle. Non ho bastone bianco né cane. Il mio bastone è fatto di persone. Ho già superato vari limiti, facendo parapendio, deltaplano, paracadutismo, bungee jumping. Viaggio da solo in treno e mai mi è accaduto qualcosa di spiacevole. Anzi, ho trovato soltanto gentilezza», dice.
In un incontro molto partecipato alla Sala Abaco di Codroipo, Alessandro ha condiviso entusiasmo, gratitudine e una visione limpida della vita. «Vedo troppi giovani spenti – ha detto – convinti che la felicità dipenda dal wifi o da un milione di euro in banca. Nel conto corrente della vita, invece, siamo tutti ricchi».
Ora si prepara a una nuova sfida – percorrere la Route 66 in tandem –insieme al compagno di viaggio Andrea Conò, in arte Bros. La strada più iconica d’America, migliaia di chilometri tra deserti, città e incontri, diventa simbolo di rinascita. Non un’impresa per dimostrare qualcosa, ma un racconto in movimento di ciò che accade quando arrendersi non è un’opzione.
Il progetto ,“Viaggio oltre il buio”, prevede anche la realizzazione di un documentario e una raccolta fondi etica (www.viaggiooltreilbuio.org), con diversi obiettivi che determineranno la lunghezza del percorso. «Qualunque sia la meta, il senso resta lo stesso, ovvero saper scegliere ogni giorno la direzione, ricordandosi sempre di ringraziare di tutto ciò che si ha, anche delle cose più semplici, come alzarsi e appoggiare i piedi sul pavimento. Perché anche quando non si vede la strada, si può imparare a fidarsi della vita. E scoprire che ogni limite, se attraversato, può essere vinto», conclude.
Pierina Gallina













