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Opinioni

Voto europeo da non sprecare, difendendo libertà e verità

Tra il 6 e il 9 giugno 2024, centinaia di milioni di cittadini dell’Unione Europea avranno la bellissima opportunità di potersi recare alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo.

Anche noi giovani cattolici potremo farlo, eleggendo persone che a nostro discernimento potranno meglio testimoniare quelli che sono i principi che sottendono la nostra fede: ricerca del bene comune, solidarietà e accoglienza verso i più fragili e bisognosi di aiuto, responsabilità civica e morale ispirata alla Dottrina sociale della Chiesa, testimonianza della millenaria civiltà cristiano-cattolica aperta ad un confronto leale e paritario con esperienze culturali diverse dalle nostre.

Questi principi e il dialogo costruttivo tra culture diverse sono stati alla base della costruzione dell’UE e sono derivati direttamente dal contributo fondamentale di pensatori e politici cattolici quali De Gasperi, Schumann, Monnet e laici come Spinelli e Spaak che con onestà morale e intellettuale hanno portato a compimento il difficile compito che si erano assegnati.

Se penso al voto che in Italia sarà possibile esprimere l’8 e il 9 giugno 2024, nel cuore nutro la fervida speranza che questo rappresenti un momento partecipato e germinativo che porti alla trasformazione delle coscienze nel senso dei principi etici e morali prima citati e di quelli contenuti all’interno della nostra Costituzione.

Penso altresì che i due occhi con i quali noi giovani cattolici dobbiamo guardare per la ricerca del bene comune e della felicità, siano quelli della libertà e della verità. Quest’ultime sono quotidianamente messe alla prova dal terribile conflitto in Ucraina, dalle spinte sovraniste di alcuni paesi dell’Est Europa, dall’interruzione a singhiozzo del trattato di libera circolazione di Schengen in alcuni paesi UE, dal rallentamento vistoso del processo di allargamento dell’Unione.

Ritengo però che la ricerca continua di libertà e verità sia l’antidoto più efficace alle criticità sopra espresse e alla rassegnazione, all’indifferenza e al cinismo di buona parte delle generazioni che ci hanno preceduto e che ormai non partecipano al voto depotenziando, così una stupenda opportunità di costruire una solida e comune Casa europea. Una Casa che potrebbe e può essere un luogo di pace e prosperità, nella quale un’economia comune solidale e non predatoria fornisca mezzi e strumenti adeguati a contrastare le povertà e i conflitti interni ed esterni all’UE.

Il Parlamento europeo può a buon titolo ritenersi la comune Casa europea. Infatti, a differenza delle altre principali Istituzioni europee (Commissione europea, Consiglio europeo e Consiglio) questo è l’unico organo che dal 1979 è elettivo. Pertanto, con l’avvicinarsi delle elezioni, noi giovani cittadini europei abbiamo l’opportunità di incidere sulla composizione delle sue deputate e dei suoi deputati, contribuendo in tal modo ad orientare un’Istituzione europea, non soltanto simbolo di democrazia, ma organo votato al processo legislativo europeo, garante del funzionamento democratico delle altre Istituzioni europee e mezzo per assumere decisioni capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone.

Per questi motivi penso che i giovani cattolici gioiosamente debbano esercitare questo meraviglioso diritto, prima ancora che dovere civico, per la costruzione di un mondo migliore.

Alessandro Giovanni Masotti
Dottorando in Diritto per l’innovazione nello spazio giuridico europeo

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