Il nuovo esame di maturità – che debutterà a partire da giovedì 18 giugno con la prima prova scritta, quella di italiano, e che in provincia di Udine vedrà oltre 4 mila studenti impegnati, circa 8 mila in regione – prevede una prova orale con meno discipline rispetto al passato – 4 anziché 6 – «con l’obiettivo di consentire ai docenti di approfondire meglio la conoscenza maturata dagli studenti nel corso dell’ultimo anno di studio». È il pensiero di Luca Gervasutti, dirigente dell’Istituto Percoto di Udine e presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi.
La riforma voluta dal ministro Valditara prevede numerose novità. Innanzitutto il colloquio orale verterà sulle quattro materie scelte dal Ministero, di cui le prime due sono anche oggetto degli scritti. Ad esempio: italiano, latino, storia e matematica al Liceo classico; italiano, matematica, storia e scienze naturali allo scientifico. Questo comporterà anche una decurtazione dei membri di commissione, che passano da 7 a 5: tre esterni (di cui uno è il presidente) e due interni. Da quest’anno sostenere l’orale sarà obbligatorio. Chi deciderà di fare scena muta – facendo affidamento sui crediti accumulati, come accaduto l’anno scorso come forma di protesta – verrà bocciato. Il colloquio orale non partirà più da uno spunto o da materiali scelti dalla commissione, ma si concentrerà sulle quattro materie d’esame e sul ragionamento critico. I collegamenti saranno ben accetti se proposti dallo studente, ma non saranno obbligatori. Il colloquio, che durerà tra i 40 e i 60 minuti, inizierà con una riflessione personale del maturando sul proprio vissuto scolastico, partendo dall’analisi delle esperienze documentate all’interno del proprio percorso. Chi è stato ammesso con il 6 in comportamento, il minimo, dovrà obbligatoriamente presentare un elaborato critico aggiuntivo sui temi della cittadinanza attiva e solidale. Per intascare il massimo dei crediti scolastici nel triennio (40 punti) è necessario avere almeno il 9 in condotta. Inoltre i punti bonus a disposizione della commissione scendono da 5 a 3, attivabili solo per chi arriva al termine dell’esame con almeno 90 punti base.
Prof. Gervasutti, la nuova maturità sarà più semplice o più difficile rispetto all’anno scorso?
«Punta su un numero ridotto di discipline e questo sicuramente circoscrive notevolmente l’oggetto dell’impegno dei nostri studenti, ma non si può dire che sarà un esame più semplice perché all’orale si andrà più in profondità. Fino all’anno passato ci si soffermava davvero poco sulle singole discipline, proprio perché erano in numero maggiore. Ora si potrà quindi non limitarsi ad affrontare un unico argomento, ma spaziare su tutto il programma svolto».
I “collegamenti” tra le materie, tanto temuti in passato, non saranno più obbligatori.
«Certamente verrà premiata la capacità di fare collegamenti interdisciplinari, tuttavia se fino all’anno scorso il colloquio si apriva con un argomento che doveva toccare più discipline, quest’anno tale modalità è stata esculsa e si è preferito puntare su una sorta di autopresentazione del candidato».
L’intervista al professor Luca Gervasutti sul numero de La Vita Cattolica di mercoledì 17 giugno















