Commento al Vangelo

Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo

Commento al Vangelo del 1° giugno 2025,
Ascensione del Signore
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24, 46-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore.

A cura di don Simone Baldo

La solennità dell’Ascensione al Cielo di Nostro Signore Gesù Cristo non conclude il tempo pasquale, che si protrae fino a Pentecoste, ma segna la fine dei quaranta giorni in cui Gesù Risorto è rimasto nel Cenacolo insieme a Maria Santissima e agli Apostoli. Possiamo immaginare la gioia che in questi quaranta giorni ha riempito il cuore dei discepoli: una gioia così grande che addirittura facevano fatica a credere, una gioia così grande che poteva venire solo dal Cielo, una gioia così grande che poteva solo essere opera di Dio. Ma allora, ci chiediamo, come mai i discepoli sono pieni di gioia anche dopo che Gesù è asceso al Cielo? In fondo, da come viene descritta nel Vangelo, l’Ascensione sembra effettivamente una separazione: “mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo”. Eppure la gioia non diminuisce né muta: “tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio”.

Se dunque Gesù non è più fisicamente presente in mezzo a loro, perché continuano a gioire? La risposta è chiara: Gesù asceso al Cielo è ancora presente in mezzo ai suoi discepoli, non fisicamente, ma in una maniera paradossalmente molto più profonda e forte. Gesù è presente nel cuore dei discepoli per mezzo della fede. Ricordiamo che in questi quaranta giorni aveva aperto loro la mente per comprendere le Scritture e aveva più volte spezzato il pane. I discepoli sono diventati credenti: infatti obbediscono al comando di attendere l’effusione dello Spirito Santo.

Anche noi, che abbiamo ricevuto la perla preziosa della fede, trasformiamo le nostre case e le nostre comunità in cenacoli dove, riuniti, stiamo insieme a Gesù Risorto e attendiamo, invocandolo quotidianamente, il dono dello Spirito Santo. Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal Cielo, quello stesso Cielo a cui Gesù è asceso, un raggio della tua luce! E non avremo più paura, non avremo più dubbi, non avremo più remore, ma solo fede, fede purissima, in Gesù Risorto, realmente presente in mezzo a noi grazie al mirabile Sacramento della Santissima Eucaristia. Cari fratelli e sorelle, con questa domenica entreremo anche nel mese di giugno: è un mese di grazia in cui possiamo meditare sul mistero del Sacro Cuore di Gesù e pregare per la santificazione della Chiesa, dei suoi membri, specialmente dei ministri ordinati e dei consacrati. Gesù sarà presente nel nostro cuore solo se noi ci tufferemo nel suo: il suo cuore pulsante è la Chiesa, nata proprio dal suo costato ferito.

Preghiamo il Signore per la Chiesa e per il Santo Padre Leone XIV perché con il suo ministero petrino tenga aperto il Cielo sopra di noi e ci aiuti a rivolgere sempre lo sguardo alle cose di lassù, quelle che restano per sempre. È il segreto della gioia vera, quella che solo Gesù dona e che riempie il cuore dei discepoli di ogni epoca e di ogni luogo! È anche il segreto della comunione vera, quella non costruita da mani d’uomo, ma che è opera di Dio, come la Santa Chiesa e che sola può realizzare quella pace tanto auspicata da tutti attraverso la voce del Santo Padre.
don Simone Baldo

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