Un’enorme impalcatura lo circonda come in un “abbraccio”. Una struttura necessaria per consentire gli interventi che in questi mesi stanno interessando il Duomo di Mortegliano. L’edificio intitolato ai Santi Pietro e Paolo, infatti, è stato seriamente danneggiato il 24 luglio 2023, quando una devastante grandinata aveva messo in ginocchio gran parte del Medio e del Friuli centrale, distruggendo tetti di case, fabbriche e strutture pubbliche, colture, automobili, impianti fotovoltaici, cappotti e serramenti della gran parte degli edifici.
Il desiderio del parroco, mons. Giuseppe Faidutti, era vedere completati i lavori in tempo per il prossimo 27 novembre, quando a Mortegliano si ricorderanno i 106 anni dalla consacrazione della chiesa da parte dell’allora arcivescovo di Udine, mons. Antonio Anastasio Rossi.
«La ristrutturazione è a buon punto – ha raccontato mons. Faidutti a Radio Spazio –, ma purtroppo all’inizio i lavori erano stati bloccati per una questione burocratica che ha fatto perdere circa tre mesi. Quindi il tutto slitterà».
La copertura era stata messa a dura prova dalla grandinata e le successive infiltrazioni di pioggia avevano poi aggravato il degrado. «Ora si sta finendo di ripristinare la cuspide con la copertura in rame, operazione che sarà poi estesa all’abside e alla parte centrale del Duomo», ha illustrato mons. Faidutti.
Saranno avviati anche altri interventi ritenuti necessari, come il rinforzo di mura e del cordolo, mentre un intervento di pulizia riguarderà le travi.
«Nel frattempo, un progetto di restauro interessa anche le cuspidi che si innalzano sugli otto angoli della copertura».
Tutti gli interventi risultano piuttosto delicati, viste l’altezza e la grandezza dell’edificio. «Basti pensare che la punta della guglia centrale è a 52 metri», ha osservato il parroco.
La nota negativa restano i costi dell’intervento, purtroppo lievitati sia per il tempo perso che per nuovi interventi inizialmente non previsti. «La spesa preventivata per il progetto di sistemzione era di circa 4 milioni di euro, ora si aggira sui 4 milioni e mezzo». Fondi che sono attesi dalla Parrocchia in arrivo dalla Regione e dalla Cei-Conferenza episcopale italiana.
Una nota positiva è data dal fatto che il campanile – risulta il più alto d’Italia con i suoi oltre 113 metri – non ha subito danni alla struttura durante la grandinata che ha, comunque, mandato in frantumi le finestre, già da parecchio tempo risistemati.
Monika Pascolo e Valentina Pagani














